Meditazioni di Marco Aurelio

“Meditazioni” di Marco Aurelio è un libro che sfugge ad ogni tentativo di classificazione. Conosciuto anche con i titoli “Pensieri”, “Ricordi”, “A sé stesso” e “Colloqui con sé stesso”, è un capolavoro atemporale ed universale che devi assolutamente conoscere e mettere in pratica.

I diversi titoli possono aiutare nel tentativo di definire quest’opera. Possiamo considerarlo una raccolta di “Pensieri” dell’imperatore romano e filosofo stoico, ma anche una sorta di “Colloquio con sé stesso”, ossia un diario personale scritto da Marco Aurelio prima di tutto per se stesso. Ed infatti, la traduzione del titolo che ci è stato tramandato dall’antichità è proprio “A sé stesso” (dal greco antico Τὰ εἰς ἑαυτόν). Possiamo anche guardare alle “Meditazioni” di Marco Aurelio come un libro di filosofia che racchiude molti degli insegnamenti dello stoicismo. O ancora, possiamo considerare i “Colloqui con sé stesso” di Marco Aurelio come un libro di crescita personale a tutti gli effetti: una sorta di manuale di vita che dopo circa 2 millenni rimane ancora di grande attualità.
Dopo averlo letto varie volte e studiato in modo approfondito, voglio condividere con te i suoi insegnamenti principali.

Tempo di lettura: 10 minuti

La scheda del libro “Meditazioni” o “Colloqui con sé stesso” di Marco Aurelio

La copertina di “Meditazioni” di Marco Aurelio con il titolo “Pensieri”. Ottima traduzione di Mariastella Ceva con testo greco a fronte.

Titolo italiano: “Meditazioni”, “Pensieri”, “Colloquio con sé stesso”, “Ricordi” o “A sé stesso”.
Titolo in greco antico: Τὰ εἰς ἑαυτόν ( dal greco “A sé stesso”)
Autore: Marco Aurelio
Anno: scritto probabilmente tra il 168 ed il 179 d. C. e pubblicato in Italia per la prima volta nel 1675
Numero di pagine: 289
Categoria: Filosofia, felicità e crescita personale
Link per acquistare il libro in italiano (edizioni consigliate):
1 – Edizione Mondadori, traduzione di Mariastella Ceva
2 – Edizione Einaudi, traduzione di Francesco Cazzamini-Mussi
3 – Edizione Demetra, traduzione di Luca Civitavecchia

Per chi è “Meditazioni” di Marco Aurelio

“Meditazioni” di Marco Aurelio è uno di quei libri che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita. I temi affrontati in questo testo sono talmente universali da essere pertinenti ed utili per tutti. Ecco una lista non esaustiva dei personaggi di rilievo che sono stati influenzati (in modo dichiarato o meno) dai “Colloqui con sé stesso” di Marco Aurelio: l’economista inglese Adam Smith, l’ex presidente degli Stati Uniti Theodore Roosevelt, l’ex Premier cinese Wen Jiabao, la scrittrice britannica J.K. Rowling (autrice della saga Harry Potter) e lo scrittore scozzese Robert Louis Stevenson (autore de “L’isola del tesoro”)…
La lista potrebbe essere ben più lunga ma l’idea di fondo è che siamo di fronte ad un capolavoro imperdibile scritto da un gigante dell’antichità.

La trama di “Meditazioni”: il libro in un paragrafo

Le “Meditazioni” di Marco Aurelio si presentano come una raccolta di 12 libri contenenti ciascuno una serie di riflessioni e considerazioni sulla vita, sulla morte, sulle sfide di ogni giorno e sul miglioramento di sé stessi. I libri dal II al XII hanno una struttura molto simile e sono appunto organizzati in paragrafi numerati contenenti ciascuno un pensiero. Di natura un po’ diversa il primo libro, in cui l’imperatore romano rende omaggio a tutte le persone che gli hanno trasmesso qualcosa nella vita. Questo è uno dei motivi per cui si pensa che questo primo libro dei “Colloqui con sé stesso” sia stato scritto per ultimo, quando forse l’autore inizia a pensare ad un’eventuale pubblicazione (mai avvenuta a causa della sua morte). Si ipotizza, infatti, che Marco Aurelio abbia scritto queste sue riflessioni unicamente per sé stesso.

L’autore: Chi era Marco Aurelio

Statua di Marco Aurelio e ricostruzione grafica dell’artista Haroun Binous

Marco Aurelio (121-180 d.C.) è stato un imperatore e filosofo romano. Dopo la morte del padre naturale (quando Marco Aurelio aveva solo 3 anni), fu adottato dal nonno Marco Annio Vero e ricevette un’istruzione di prim’ordine. Un istruzione che gli permise tra l’altro di scrivere in greco la sua unica opera conosciuta, “Meditazioni”. Grazie a quest’ultima, Marco Aurelio è considerato oggi uno dei nomi di riferimento dello stoicismo, perché tanti sono i principi di questa corrente che ritroviamo nei “Colloqui con sé stesso” dell’imperatore filosofo.

Marco Aurelio si trova a dover fronteggiare un periodo storico molto particolare, scandito dalle guerre per difendere i confini dell’impero romano ma anche da una terribile epidemia di peste. La sua vita privata è stata poi scandita da una serie di tragedie personali, quali la morte del padre e di molti dei figli avuti con la moglie Faustina Minore. Tenendo presente questo contesto, i suoi “Ricordi” acquistano ancora più valore, perché sono scritti da un uomo che ha non solo il peso della responsabilità di un impero sulle proprie spalle, ma si trova anche a fronteggiare varie sfide nella sfera pubblica e privata.

Meditazioni: le idee principali

In questo video troverai una selezione, non esaustiva, dei principali insegnamenti del libro:

IDEA #1 – Esprimi gratitudine per quello che hai

Il tema della gratitudine apre il primo dei dodici libri delle “Meditazioni” di Marco Aurelio. L’imperatore romano tiene a ringraziare una ad una le persone che gli hanno trasmesso qualcosa: dai genitori naturali e non (come detto Marco Aurelio era stato adottato) ai tanti i maestri e precettori. Vediamo un esempio in cui rende omaggio al filosofo stoico Claudio Massimo:

“Da Massimo: il dominio di sé stessi e la più assoluta fermezza;; la serenità in tutte le circostanze ma specialmente nelle malattie; la moderazione del carattere, dolce e insieme dignitoso; la prontezza a compiere ogni volta il proprio dovere senza lamentarsi.” (Libro I, 15)

La gratitudine è presente anche in altre parti dei “Colloqui con sé stesso”. Come in questo bellissimo passaggio in cui il filosofo stoico ci invita a concentrarci su quello che abbiamo ed esserne grati, piuttosto che pensare alle cose che non abbiamo:

“Non considerare le cose assenti come se ci fossero già, ma, fra le presenti, scegli quelle più favorevoli e grazie a queste ricordati di come le cercheresti, se non ci fossero.” (Libro VII, 27)

Risulta evidente l’influenza esercitata da un altro grande nome dello stoicismo, quell’Epitteto che nel suo “Manuale” scrive “L’uomo saggio non si addolora per le cose che non ha, ma si rallegra per quelle che ha”.

IDEA #2 – Tutto dipende da come lo interpreti

Uno dei grandi insegnamenti delle meditazioni di Marco Aurelio costituisce uno dei cardini dello stoicismo: nella vita esistono cose che non puoi controllare ed altre su cui puoi esercitare un certo controllo. Non puoi controllare molti eventi, ma di certo puoi controllare in modo in cui li vivi ed interpreti tali eventi. Di seguito un estratto che ben esprime questo principio:

“Se sei afflitto da qualche causa esterna, non è questa ciò che ti molesta veramente, ma il giudizio che ne dai, e questo sì, puoi annullarlo immediatamente”. (Libro VIII, 47)

Per i filosofi stoici e per Marco Aurelio, non sono le cose in sé a farci soffrire, ma il nostro giudizio su di esse. Ad ogni momento, abbiamo l’incredibile facoltà di poter influenzare i nostri stati d’animo scegliendo di interpretare quanto ci accade in modo costruttivo e positivo. “Tutto è interpretazione” scrive l’autore, citando il filosofo cinico Monimo. E per dirla ancora una volta con Epitteto, potremmo dire che “Ciò che turba gli uomini non sono le cose, ma le opinioni che essi hanno delle cose”.

IDEA #3 – L’ostacolo è un’opportunità

Se tutto dipende da come lo interpretiamo, allora anche un ostacolo può diventare l’occasione per trovare nuove soluzioni e nuove opportunità. In uno dei passaggi più famosi dei suoi “Colloqui con sé stesso”, Marco Aurelio scrive

“Le nostre azioni possono essere ostacolate, ma non può esserci impedimento alle nostre intenzioni o alla nostra disposizione d’animo. Perché possiamo modificarci e adattarci. La mente adatta e converte ai suoi scopi gli ostacoli al nostro agire. L’impedimento all’azione fa progredire l’azione. Ciò che sta sulla strada diventa la strada”. (Libro V, 20)

Ryan Holiday ha costruito un intero libro attorno a questa citazione, a riprova di quanto sia ricco e potente questo insegnamento. Nel best-seller “The Obstacle is the Way”, l’autore americano sottolinea quanto rimangono attuali gli insegnamenti dello stoicismo, portando a conoscenza del grande pubblico l’opera di Marco Aurelio. Si tratta di una delle grandi armi dello stoicismo: qualsiasi impedimento può essere trasformato in un’opportunità di crescita e miglioramento. Ciò che sta sulla strada e ci ostacola, diventa la strada da percorrere per riuscire nelle nostre imprese quotidiane.

IDEA #4 – Concentrati sul presente

In vari passaggi delle sue “Meditazioni”, Marco Aurelio ci sprona a concentrarci sul presente, poiché si tratta dell’unico tempo che viviamo veramente:

“E  ricordati inoltre che ognuno di noi vive solo questo breve istante che è il presente, il resto è già vita passata, o incerto avvenire. Breve è quindi il tempo che ognuno di noi vive”. (Libro III, 10)

È un’idea che ritroviamo al centro del famoso libro “Il potere di adesso” di Eckhart Tolle che insiste appunto sulla necessità di vivere il momento presente appieno, senza pensare troppo al passato o preccuparsi del futuro. Marco Aurelio collega questa idea ad un altro tema ricorrente del libro, quello della brevità della vita e l’accettazione della morte.

IDEA #5 – Ricordati sempre che la vita non è eterna

Uno dei temi più presente nelle “Meditazioni” di Marco Aurelio è di sicuro quello della morte. In varie pagine della sua opera, l’imperatore filosofo invita se stesso a ricordare che la vita è breve e che dobbiamo quindi sforzarci di dare il meglio di noi stessi:

“Ricordati che morirai e che tutti ti dimenticheranno un giorno. Quando abbiamo questa coscienza, siamo più tentati di fare le cose più importanti, più virtuose”. (Libro IV, 19)

Questa idea è ben riassunto dalla locuzione latina “Memento mori”, che significa “Ricordati che devi morire”. Ora potrebbe sembrare triste e morboso di pensare sempre alla nostra mortalità, anche perché nella cultura occidentale siamo portati piuttosto a fare il contrario. Ma nelle “Meditazioni”, l’esortazione a non dimenticare mai che siamo degli essere mortali e che la vita è breve, assume piuttosto il carattere di esortazione a vivere la vita al massimo delle sue potenzialità, a conseguire la virtù e la bontà, a migliorarsi. Ed allo stesso tempo, Marco Aurelio ci spiega che non dobbiamo avere paura della morte:

“Chi teme la morte, teme o la privazione della sensibilità, o una sensibilità diversa. Ma se non avrai più la sensibilità, non sentirai neppure nessun male; se poi ne avrai una diversa, sarai un animale diverso e non smetterai di vivere.” (Libro VIII, 58)

Questo passaggio delle “Meditazioni” è chiaramente ispirato da Seneca per il quale non aveva senso avere paura della morte perché per definizione la morte è un “non essere” di cui non possiamo fare l’esperienza e di cui non dobbiamo dunque aver paura.

IDEA #6 – Impegnati a migliorare

E continuando il parallelo tra stoicismo e crescita personale, uno degli insegnamenti principali del libro è che ciascuno di noi deve impegnarsi per migliorare. Nelle “Meditazioni” Marco Aurelio sottolinea l’enorme potere che ciascuno di noi possiede

“Tutto quello che è possibile all’uomo non può essere al di là delle tue forze”. (Libro VI, 19)

Questa idea si concentra all’idea idea, già menzionata, che esistano delle cose che non possiamo controllare ed altre che possiamo controllare. La volontà di conseguire il bene, la virtù, il rispetto verso gli altri, l’indulgenza, la pazienza e tante altre qualità testimoniano appunto l’impegno costante a migliorarsi. Perché questo sì che possiamo controllarlo: possiamo in ogni momento scegliere di lavorare su noi stessi e sulla nostra crescita personale.

IDEA #7 – Ritirati in te stesso

Un altro insegnamento di valore che possiamo ricavare dalla lettura delle “Meditazioni” è la necessità di ritirarsi in sé stessi, per ritrovare calma e serenità. Marco Aurelio scrive le riflessioni alla basa di questa sua opera immortale proprio in momenti di ritiro e solitudine, in cui, lontano dal clamore delle battaglie e dai tanti problemi che ha dovuto affrontare nella sua vita, guarda in sé stesso, analizza le propria azioni e riflette. Nel quarto libro dei “Colloqui con sé stesso” leggiamo:

“Alcuni vanno alla ricerca di luoghi in cui ritirarsi, in campagna, al mare o sui monti, e anche tu hai l’abitudine di desiderare ardentemente tutto questo. Però è quanto mai sciocco, dato che puoi in ogni momento tu lo voglia, ritirarti in te stesso. Perché in nessun luogo più tranquillo e calmo della propria anima ci si può ritirare; soprattutto se si hanno dentro di sé i principi tali, che , al solo contemplarli, si acquista una perfetta serenità” (Libro IV, 3)

Ancora una volta, stupisce il carattere attuale di queste riflessioni. E non è un caso che questo invito a ritagliarsi dei momenti di solitudine e riflessione è molto presente nei libri di crescita personale. Basti pensare a “The Miracle Morning” di Hal Elrod e “Il Club delle 5” di Robin Sharma: in entrambi i libri troviamo un’esortazione a dedicare le prime ore del mattino ad una riflessione introspettiva, lontana dall’agitazione del quotidiano.

Conclusione su “Meditazioni”

“Le Meditazioni” sono il diario personale di un uomo che aveva un peso enorme sulle proprie spalle e che con grande saggezza e determinazione si impegnava ogni giorno a migliorarsi. È davvero difficile sintetizzare i “Pensieri” di Marco Aurelio perché tante sono le idee e gli insegnamenti che ciascuno di noi può ricavare.

Per questo, ho preparato una sintesi ancora più approfondita dell’opera perché studiandola ho ritrovato almeno 20 idee che possono essere applicate ancora oggi. Ecco come ottenere la mia sintesi e spiegazione:

Colloqui con sé stesso
Clicca sull’immagine per ottenere il riassunto completo e la spiegazione del libro di Marco Aurelio.

Recensione di “Meditazioni” / “Colloqui con sé stesso”

Colloqui con sé stesso Marco Aurelio - Copertina Edizione Demetra
La copertina dell’edizione Demetra delle “Meditazioni” con il titolo “Colloquio con sé stesso”.

Dovrebbe essere chiaro a questo punto perché a distanza di 2000 anni, gli insegnamenti che possiamo ricavare dalle “Meditazioni” di Marco Aurelio rimangono ancora di grande attualità. Si tratta di un libro da leggere e rileggere, da studiare, da assorbire ma anche da mettere in pratica. È il classico volume da tenere sempre sul comodino perché la struttura delle “Meditazioni” si presta ad una lettura non tutta d’un fiato: leggere una o due pagine ogni sera prima di dormire può essere un buon modo per avvicinarsi a questo testo. La facilità di lettura è fortemente influenzata dalla traduzione scelta: su internet si trovano gratuitamente alcune versioni che risultano poco fruibili a causa del linguaggio impiegato o di traduzioni troppo letterali.

Consiglio, quindi, di acquistare una delle edizioni che ho menzionato più sopra nella scheda introduttiva, perché questa scelta cambierà totalmente l’esperienza di lettura. Proprio perché si tratta di una serie di riflessioni non concepite per essere lette da altri, molti passaggi dei “Colloqui con sé stesso” di Marco Aurelio sono ripetitivi ed insistono sulle stesse idee. Gli stessi temi sono, infatti, affrontati più volte sono diversi punti di vista e con un forma diversa. Consiglio di leggere “Meditazioni” una prima volta e poi rileggerlo ogni tanto perché è la classica opera che ad ogni lettura di offre qualcosa in più.
Una cosa è certa: si tratta senza dubbio di una delle opere più grandi che l’ingegno umano abbiamo mai concepito. CAPOLAVORO ASSOLUTO (il maiuscolo è intenzionale).

Ecco i voti della mia recensione a “Meditazioni” di Marco Aurelio:

Utilità5 / 5
Facilità di lettura4 / 5
Rapporto tempo/benefici5 / 5
Media4.5 / 5

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