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Manuale di Epitteto: riassunto e recensione

Il Manuale di Epitteto è un breve trattato di filosofia che condensa in 53 brevi capitoli il nucleo essenziale del pensiero di Epitteto. Si tratta di un testo fondamentale per capire non solo la filosofia di Epitteto, ma anche i capisaldi dello stoicismo, corrente di cui il filosofo greco è uno dei più illustri rappresentanti.

Il Manuale, dal greco Ἐγχειρίδιον (letteralmente “oggetto che si tiene in mano”), è stato in realtà scritto intorno al 120 d.C. da Arriano di Nicomedia, uno dei discepoli di Epitteto. Lo scopo era fornire una serie di utili insegnamenti da applicare nella vita di tutti i giorni per il raggiungimento della felicità.

Nonostante i quasi duemila anni trascorsi dalla pubblicazione, le riflessioni contenuti nel “Manuale” di Epitteto rimangono di grande attualità e sono, dunque, molto preziose in un’ottica di miglioramento e crescita personale.

Tempo di lettura: 13 minuti

La scheda del libro “Manuale” di Epitteto

Manuale Epitteto einaudi
La copertina dell’edizione Einaudi del Manuale di Epitteto (con introduzione e commento di Pierre Hadot).

Titolo italiano: “Manuale” di Epitteto
Titolo in greco antico:
Ἐγχειρίδιον Ἐπικτήτου
(Enkheirídion Epiktḗtou)
Autore: 
Arriano e Epitteto
Anno:
120 d. C.
Numero di pagine:
40-60 (senza commenti e testo a fronte)
Categoria:
Filosofia, felicità e crescita personale
Link per acquistare il libro in italiano (edizioni consigliate)*:
1 – Edizione Einaudi
, introduzione, commento e traduzione di Pierre Hadot (adattata in italiano da Angelica Taglia). Disponibile solo in versione cartacea.
3 – Edizione Quanti
, traduzione di Angelica Taglia sulla base della versione di Pierre Hadot. Versione eBook unicamente.
3 – Edizione Garzanti, traduzione di Enrico V. Maltese. Solo versione cartacea.

*Mi sento di sconsigliare le varie versioni italiane che riportano la traduzione di Giacomo Leopardi (è il caso delle edizioni Feltrinelli e BUR per esempio). L’italiano ottocentesco e le interpretazioni soggettive di Leopardi possono avere un impatto negativo sulla lettura e comprensione del testo.

Per chi è il Manuale di Epitteto

Il Manuale di Epitteto è uno dei testi fondamentali per capire lo stoicismo, per cui è una lettura obbligatoria per chiunque voglia avvicinarsi a questa corrente di pensiero.
Le riflessioni e le lezioni contenute nel Manuale di Epitteto sono di grandissima attualità e rimangono ancora oggi molto utili. Per questo motivo, penso che tutti dovrebbero leggere il Manuale di Epitteto o almeno conoscerne i contenuti principali.

La trama del Manuale di Epitteto: il libro in un paragrafo

Con molta probabilità, lo scopo dell’opera era racchiudere in forma più breve e condensata gli insegnamenti di Epitteto che ritroviamo in forma più estesa nei Discorsi (o Diatribe) e negli altri frammenti che ci sono pervenuti. In particolare, le riflessioni riprendono dei capisaldi dello stoicismo coma l’invito a concentrarsi su ciò che possiamo controllare, il ruolo fondamentale dei nostri stati d’animo per la nostra felicità, l’accettazione degli eventi che il destino ci riserva, l’esortazione a non badare troppo al giudizio altrui, ed in generale come adottare un comportamento che consenta di conseguire la virtù morale e la felicità.

L’autore: Chi era Epitteto (e chi era Ariano)

epitteto

Epitteto

Epitteto (50-130 d.C.) è stato un filosofo greco, grande esponente dello stoicismo di epoca romana. Nacque a Ierapoli, una città della Frigia che si trovava nell’odierna Turchia. Della sua vita non sappiamo moltissimo: con certezza Epitteto fu acquistato come schiavo da Epafrodito, un ex schiavo divenuto poi il potente segretario di Nerone.
Epafrodito consentì al suo schiavo di istruirsi e seguire le lezioni di Musonio Rufio, che lo iniziò allo stoicismo. Più tardi, Epafrodito lo liberò dalla sua condizione di schiavo (probabilmente intorno al 79-80).

Ma qualche anno più tardi, Epitteto fu costretto a lasciare Roma, in seguito al bando dei filosofi voluto di Domiziano che decise di allontanare i filosofi. Epitteto si stabilì, dunque, a Nicopoli, in Grecia, dove fondò una scuola che diventò molto famosa.

Ariano

La fama della scuola di Epitteto attirò Ariano (96-175), che ebbe l’idea di redigere il Manuale e le Diatribe sulla base degli appunti che aveva preso seguendo le lezioni di filosofia del suo maestro. Epitteto, infatti, aveva scelto di trasmettere i suoi insegnamenti solo all’orale, non lasciando nulla di scritto. Ariano divenne poi lui stesso un filosofo e fece una buona carriera politica all’interno dell’impero romano.

Manuale: le idee principali

In questo articolo troverai una selezione, non esaustiva, dei principali insegnamenti del libro:

IDEA 1 – Concentrati sulle cose che dipendono da te

Il Manuale si apre con una riflessione che illustra uno dei principi cardini del pensiero di Epitteto e più in generale dello stoicismo:

“Tra le cose che esistono, le une dipendono da noi, le altre non dipendono da noi. Dipendono da noi: giudi­zio di valore, impulso ad agire, desiderio, avversione, e in una parola, tutti quelli che sono propriamente fatti nostri. Non dipendono da noi il corpo, i nostri possedimenti, le opinioni che gli altri hanno di noi, le cariche pubbliche, e in una parola tutti quelli che non sono propriamente fatti nostri”

Epitteto, Manuale (1)

Questa distinzione è di fondamentale importanza all’interno del pensiero stoico, soprattutto nell’ottica del raggiungimento della felicità.
Epitteto ci spiega che ci sono alcune cose che sfuggono al nostro controllo e sulle quali non possiamo esercitare alcuna influenza. Se analizziamo il passaggio citato, ci accorgiamo che in generale sono in nostro controllo i nostri sentimenti e stato d’animo, mentre sfuggono al nostro controllo gli eventi esterni, come ad esempio ciò che possediamo ed il lavoro che abbiamo.

Nelle pagine successive, il filosofo greco ci spiega che non dovremmo desiderare o provare avversione per le cose che non dipendono da noi. Farlo sarebbe non solo inutile ma anche contro-producente. Dovremmo, dunque, indirizzare tutte le nostre energie verso ciò che possiamo controllare, ignorando tutto il resto.

Come applicare questa lezione

  • non sprecare preziose preziose energie lamentandoti dell’azione del governo, delle tasse, dell’andamento dell’economia e persino della sfortuna: sono tutte cose che non puoi controllare;
  • non avere paura di ammalarti, non deprimerti perché stai perdendo i capelli, non aver paura che i tuoi cari possano stare male e non essere triste perché non ottieni quel lavoro o quella promozione che pensi di meritare: sono tutte cose che non dipendono da te;
  • accetta di buon grado e “con filosofia” le cose che sfuggono al tuo controllo;
  • concentrati sui tuoi stati d’animo e sul tuo modo di vedere la vita: in ogni momento puoi scegliere di essere più sereno e felice se impari a capire e controllare i tuoi stati d’animo (per farlo puoi lavorare sulla tua intelligenza emotiva).

IDEA 2 – Cambia la tua opinione sulle cose che ti accadono

Un altro concetto fondamentale all’interno del pensiero stoico è che non sono gli eventi negativi a turbarci ma piuttosto il modo in cui li interpretiamo e viviamo. Nel Manuale di Epitteto leggiamo:

Ciò che turba gli uomini non sono le cose ma i giudizi che essi formulano sulle cose. Per esempio, la morte non ha nulla di temibile, altrimenti sarebbe sembrata tale anche a Socrate.
Ma è il giudizio che noi formuliamo sul­la morte, cioè che essa è temibile, ad essere temibile nella morte.

Epitteto, Manuale (5)

In altre parole, nulla è positivo o negativo in sé perché tutto dipende dal nostro giudizio. Siamo noi a determinare se quel determinato evento è positivo, negativo o neutro. Questo modo di ragionare è di fondamentale importanza per la nostra felicità. Una delle chiavi per essere felici è, infatti, sentirsi in controllo della situazione. Sapere che tutto dipende da come lo giudichiamo ed interpretiamo ci fornisce una rassicurante e potente capacità di controllo.

La stessa idea è ripresa da Marco Aurelio nei suo Pensieri, quando spiega che in ogni momento possiamo annullare il giudizio negativo su una cosa che ci accade.

Come applicare questa lezione

  • Cerca sempre di non aver un giudizio negativo su ciò che accade: ricorda che tutto dipende da come lo interpreti. Puoi, dunque, avere un atteggiamento di serena accettazione rispetto alle cose che non vanno nella tua vita;
  • Prendi la vita come viene e non rimuginare troppo sul perché quella brutta cosa sia capitata proprio a te;
  • Concentrati su ciò che puoi fare per cambiare le cose: se non sei contento di qualcosa, puoi studiare dei modi per migliorare le cose (se ci sono) oppure semplicemente accettare la situazione e viverla meglio.

IDEA 3 – Accetta di buon animo gli avvenimenti

Un’idea collegata alle precedenti è che uno dei segreti per essere felici è non solo accettare di buon grado ciò che ci accade ma addirittura giungere sino a desiderare tutto quello che ci accade. Nel Manuale leggiamo:

Non devi cercare che gli eventi vadano come vuoi ma desiderare gli eventi come avvengono e così vivrai sereno.

Epitteto, Manuale (8)


In questo passaggio, Epitteto ci consiglia di accettare serenamente le cose che ci accadono. Invece di volere che le cose vadano in un certo modo, dovremmo accettare di buon grado gli eventi della vita e sforzarci, per quanto possibile, di pensare che in realtà desideravamo che le cose andassero in quel determinato modo. Questo principio si rivela particolarmente prezioso per le cose che non dipendono da noi e che in ogni caso non possiamo controllare.

È un altro concetto fondamentale dello stoicismo che viene indicato come amor fati, ossia amore del proprio destino. Gli stoici non solo accettano gli eventi negativi della vita, ma arrivano persino a vederli in chiave positiva, tanto positiva da renderli più desiderabili.
Questo ribaltamento totale del modo di interpretare un evento negativo potrebbe sembrare una forzatura: in realtà, rientra appieno nell’ideale stoico che permette in ogni momento di controllare il proprio giudizio sulle cose e canalizzarlo per identificare gli aspetti positivi di una situazione.

Come applicare questa lezione

  • Sforzati di vedere sempre il lato positivo di un evento negativo
  • Non sprecare energie inutile sperando che le cose che non puoi controllare vadano in un determinato modo
  • Accetta con serenità problemi ed ostacoli e cerca di trasformarli in opportunità per temprare il tuo carattere e diventare più forte

IDEA 4 – Non pretendere i benefici ottenuti dagli altri

Ecco un altro concetto di grandissima attualità. Spesso osserviamo i successi ed i risultati ottenuti da un’altra persona e proviamo dispiacere perché non abbiamo le stesse cose. In questi casi, vediamo solo il risultato finale ottenuto da una persona, dimenticando che dietro c’è tutto un processo, spesso lungo e tortuoso, che ha portato a raggiungere una determinata meta. A tal proposito Epitteto dice:

Se qualcun altro è stato preferito a te nell’invito a un banchetto o nell’espressione del saluto, o nella richiesta di consigli, e se queste cose sono buone, de­vi rallegrarti del fatto che le ha ottenute; se al contrario so­no cattive, non arrabbiarti per il fatto di non averle ottenute. Ricordati infatti che, poiché non fai come gli altri per ottenere cose che non dipendono da noi, non puoi riven­dicare il diritto di ottenere vantaggi uguali a quelli degli altri

Epitteto, Manuale (25)

Moltissime persone vorrebbero ottenere la felicità, la ricchezza, un lavoro interessante e ben pagato, l’amore dei propri cari e tutto il bello che la vita ha da offrirci. Purtroppo, molti non sono disposti a pagarne il prezzo e quando vedono che qualcuno possiede ciò che vorrebbero, provano gelosia e frustrazione. Il loro errore è dimenticare che molte cose sono in realtà la conseguenza di azioni e sforzi compiuti in passato. Vorremmo tutto e subito, dimenticando che le cose vanno sudate e che dobbiamo essere pazienti e perseveranti.

Come applicare questa lezione

  • Quando leggi che un imprenditore ha venduto la sua azienda per milioni di euro, pensa a tutto il lavoro ed i sacrifici che l’hanno portato a quel risultato;
  • Se sei frustrato perché alcune persone hanno il successo sui social che vorresti ottenere, non dimenticare tutto il lavoro e la perseveranza necessarie per arrivare lì dove sono;
  • Se provi gelosia verso un collega che ha una bella casa ed una famiglia felice, cerca di rallegrarti per lui e pensa che non puoi pretendere di ottenere gli stessi risultati se non compi gli stessi sforzi.

IDEA 5 – Ricorda che siamo solo di passaggio

Un altro tema molto presente all’interno della corrente dello stoicismo è quello dell’ineluttabilità della morte. In una riflessione molto suggestiva, Epitteto ci invita a distaccarci dalle cose terrene e considerarle sempre come qualcosa di temporaneo.

“Non dire mai di una cosa: «L’ho perduta», ma «L’ho restituita». Tuo figlio è morto ? È stato restituito. Tua moglie è morta? È stata restituita. Il tuo campo ti è stato tolto? Anch’esso è stato restituito. (…) Per tutto il tempo in cui questi beni ti sono dati, prenditene cura come se non appartenessero a te, co­me fanno i viaggiatori in una locanda.

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Epitteto ci sprona a pensare che su questa terra siamo solo di passaggio e che tutto quello che abbiamo è solo temporaneo. Dovremmo, dunque, trattare tutte le cose che pensiamo di possedere come se ci fossero state prestate. In questo modo, se la vita ci priva di qualcosa, potremo considerare che l’avremmo comunque persa dopo la morte. Lo stesso discorso può essere applicato alle nostre persone care: quando perdiamo una persona importante nella nostra vita, dovremmo sforzarci di pensare che sarebbe accaduto in ogni caso e che per tutti la vita finirà un giorno.

Questa visione potrebbe sembrare triste e pessimistica: in realtà, per gli stoici accettare la morte e prendere atto del fatto che siamo essere mortali deve diventare la chiave per vivere appieno ogni giorno, approfittare dell’amore delle persone che ci sono care e per conseguire la felicità e la virtù.
In sintesi, gli stoici pensano alla morte per dare maggiore valore alla vita.

Come applicare questa lezione

  • Se perdi una somma di denaro o un oggetto a cui tieni molto, pensa che sarebbe comunque accaduto e che tutto ciò che possiedi l’hai solo preso in prestito;
  • Approfitta dell’affetto ed amore delle persone importanti nella tua vita: un giorno non ci saranno più. Perché allora sprecheresti tempo prezioso in litigi, sfide d’orgoglio e conflitti che potresti evitare?

IDEA 6 – Non dare troppo peso a ciò che pensano gli altri

Alcune delle riflessioni contenute nel Manuale di Epitteto riguardano i nostri rapporti con gli altri ed in particolare con il modo in cui le persone giudicare le nostre azioni. Molto significativo a tal proposito questo passaggio:

Quando compi qualche azione dopo aver preso la decisione di compierla, non cercare di evitare di essere vi­sto mentre la compi, anche se la gente dovesse giudicarla diversamente da te. Infatti, se tu non agisci in modo ret­to, devi evitare l’azione stessa. Ma se agisci in modo retto, perché temere coloro che ti criticheranno ingiustamente ?

Epitteto, Manuale (35)

Epitteto ci sprona, dunque, a non dare troppo peso al giudizio degli altri. Quando decidiamo di fare qualcosa non dovremmo nasconderla anche se sappiamo che un’altra persona potrebbe giudicarla negativamente. Se sappiamo di essere nel giusto, non dobbiamo temere il giudizio degli altri. L’unico giudice del nostro operato dovremmo essere noi stessi.

Ovviamente può capitare di essere criticare per qualcosa che ai nostri occhi non implica nulla di male: in questi casi, dobbiamo tirare dritto per la nostra strada e non farci influenzare dagli altri.
Se al contrario, sappiamo che con la nostra azione faremo qualcosa di male, allora dovremmo fermarci: ma non perché temiamo il giudizio altrui, ma piuttosto il nostro.

Come applicare questa lezione

  • Non farti influenzare dal giudizio degli altri: se sai di essere nel giusto, vai fino in fondo;
  • Sii sempre te stesso e non cercare di fare qualcosa solo per piacere agli altri;
  • Se qualcuno ti critica o si lamenta del tuo operato, analizza razionalmente la situazione: se ti riconosci un torto, allora hai fatto qualcosa di sbagliato. Se invece continui a pensare di aver compiuto azioni giuste e legittime, allora continue dritto per la tua strada.

IDEA 7 – Non dare consigli che non metti in pratica tu stesso

In quest’opera Ariano, attraverso le parole del suo maestro Epitteto, prodiga tantissimi consigli ed insegnamenti. È significativo, dunque, che il manuale includa una riflessione sulle necessità di far seguire i fatti alle azione ed incarnare la condotta che stiamo consigliando. Nel Manuale di Epitteto ad un certo punto leggiamo:

Non attribuirti il nome di filosofo e non chiac­chierare molto, in presenza dei non filosofi, dei principi teorici, ma metti in pratica ciò che ti è prescritto da questi principi, allo stesso modo in cui, durante un pasto, non tie­ni discorsi sul modo in cui bisogna mangiare, ma mangi co­me occorre mangiare.

Epitteto, Manuale (46)

In altre parole, più che parlare e dare lezioni, fornisci degli esempi attraverso il tuo comportamento. Se dai un consiglio, devi essere il primo a metterlo in pratica. In questo modo, sarai molto più credibile e convincente. Il comparativo è calzante; non dare consigli su come mangiare, ma mangia come occorre mangiare.

Come applicare questa lezione

  • Non pretendere dagli altri comportamenti che tu stesso non stai adottando: inutile lamentarti dell’evasione fiscale se anche tu non perdi occasione per evadere le tasse;
  • Dai il buon esempio ai tuoi figli, ai tuoi colleghi e collaboratori, ai tuoi amici: per i figli, ad esempio, non contano le tue parole ma i tuoi comportamenti;
  • Non dare lezioni di vita su un argomento, a meno che tu non sia sicuro di avere una condotta impeccabile in quell’ambito.

Conclusione sul “Manuale” di Epitteto

Il Manuale di Epitteto è uno di quei capolavori universali la cui luce risplende ancora oggi a distanza di quasi due millenni. Si tratta di un testo intriso di saggezza che in poche pagine riesce a trasmetterci tante preziose lezioni di vita.

Recensione del “Manuale” di Epitteto

Epitteto manuale - edizione garzanti
La copertina di un’altra buona edizione del Manuale di Epitteto: edita da Garzanti e con traduzione di Enrico V. Maltese

Il Manuale di Epitteto è non solo uno dei libri fondamentali per comprendere lo stoicismo, ma anche un grande capolavoro i cui insegnamenti sono applicabili ancora oggi.
Se prendiamo le massime e le riflessioni di Epittetto e le ricontestualizziamo per l’epoca odierna, possiamo constatare che esse non hanno perso per nulla la loro forza ed efficacia.

Potrebbe sembrare poco credibile che un testo concepito quasi duemila anni fa possa essere ancora attuale: eppure se pensiamo che il Manuale di Epitteto parla in definitiva della natura umana, allora non c’è nulla da stupirsi. Sono cambiate le epoche, le professioni, le società e i luoghi, ma l’uomo resta tale e tali rimangono le sue contraddizioni e le sue sfide quotidiane.

A seconda della traduzione scelta, la lettura potrà essere più o meno agevole: a tal proposito, consiglio di evitare la versione tradotta da Leopardi perché troppo intrisa di termini desueti e complicati.

Il lettore moderno potrà apprezzare il taglio prevalentemente pratico del Manuale di Epitteto. In effetti, Ariano aveva deciso di concentrarsi sugli aspetti più utili per la vita quotidiana, evitando di parlare di metafisica e di temi più astratti che pur fanno parte integrante del pensiero di Epitteto.
È stata una scelta indovinata perché il successo del Manuale di Epitteto è stato incredibile, esercitando un’influenza significativa sulla filosofia, sulla letteratura e sul mondo della crescita personale. Un capolavoro che consiglio di leggere e studiare senza moderazione.

Ecco i voti della mia recensione al “Manuale” di Epitteto:

Utilità5 / 5
Facilità di lettura4 / 5
Rapporto tempo/benefici5 / 5
Media4.5 / 5

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