Intelligenza emotiva di Goleman: riassunto e recensione

“Intelligenza emotiva” è il libro più famoso ed influente dello psicologo americano Daniel Goleman. Pubblicato nel 1995, il libro di Goleman è diventato rapidamente un best-seller internazionale e nel tempo si è imposto come il testo di riferimento per capire cos’è l’intelligenza emotiva e perché è molto importante per il nostro successo e la nostra felicità.

Tempo di lettura: 13 minuti

La scheda del libro “Intelligenza emotiva” di Daniel Goleman

Intelligenza emotiva -  Copertina Cover
La copertina di Intelligenza emotiva italiano di Goleman

Titolo italiano: “Intelligenza emotiva. Che cos’è e perché può renderci più felici”
Titolo in inglese: “Emotional Intelligence: Why it can matter more than IQ”
Autore: Daniel Goleman
Anno: 1995 (USA), 2011 (Italia)
Numero di pagine: 486
Categoria: Psicologia e felicità
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Per chi è “Intelligenza emotiva” di Daniel Goleman

“Intelligenza emotiva” è un libro che tutti dovrebbero leggere, perché la dimensione emotiva riveste un ruolo fondamentale nella vita di tutti. La sua lettura si rivelerà particolarmente utile per

  • le persone che vogliono migliorare i propri rapporti interpersonali tanto nella sfera personale che di coppia
  • chi vuole raggiungere l’eccellenza nel proprio settore di attività
  • i genitori che vogliono aiutare i propri figli a sviluppare il proprio quoziente emotivo
  • gli insegnanti che vogliono aiutare i propri studenti ad ottenere migliori risultati a scuola
  • chiunque voglia capire e controllare i propri stati d’animo per sentirsi più felice e soddisfatto.

La trama di “Intelligenza emotiva”: il libro in un paragrafo

L’intelligenza emotiva riveste un ruolo fondamentale nella nostra vita, tanto da essere persino più importante del quoziente di intelligenza. Essa ci permette di capire e controllare le nostre emozioni, migliorare i nostri rapporti con gli altri, raggiungere risultati migliori a scuola e nel lavoro ed in generale vivere una vita più felice ed appagante. La buona notizia è che ciascuno di noi può sviluppare la propria intelligenza emotiva nel corso della propria vita.

L’autore: Chi è Daniel Goleman

Intelligenza emotiva Goleman
Daniel Goleman, autore del libro “Intelligenza emotiva”, durante una conferenza TED.

Daniel Goleman è uno psicologo, giornalista e scrittore di fama mondiale. Nato in California, si è laureato in psicologia ad Harvard. Nel 1995, Goleman pubblica “Intelligenza emotiva”, destinato a diventare non solo la sua opera più conosciuta, ma soprattutto un best-seller mondiale considerato uno dei testi di riferimento per capire l’importanza della componente emozionale della nostra mente. Tra le altre opere più conosciute troviamo “Intelligenza sociale” (2006), “Focus. Perché fare attenzione ci rende migliori e più felici” (2013) e “La meditazione come cura. Una nuova scienza per guarire corpo, mente e cervello” (2017).

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Intelligenza emotiva (riassunto): le idee principali

In questo video e nell’articolo-riassunto troverai i principali insegnamenti del libro:

IDEA #1 – L’intelligenza emotiva conta più del Q.I.

La tesi di fondo del libro di Goleman è che l’intelligenza emotiva riveste un ruolo fondamentale nella nostra vita, tanto da essere persino più importante del quoziente di intelligenza.
Per essere più precisi, secondo Goleman, il quoziente intellettivo (Q.I.) contribuisce solo per il 20% al successo personale e professionale. Il restante 80% è determinato dalla cosiddetta intelligenza emotiva, che include fattori quali la capacità di

  • motivare sé stessi e di perseguire un obiettivo nonostante le difficoltà
  • controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione
  • comprendere e gestire i propri stati d’animo
  • essere empatici con gli altri
  • ed ancora essere ottimisti.

È quanto fu rilevato alla fine di uno studio che coinvolse 95 studenti di Harvard: una volta raggiunta la mezza età, gli ex studenti più brillanti ed intelligenti non avevano avuto un particolare successo nella vita e aspetto più importante non si si sentivano più felici rispetto agli ex studenti più mediocri1.

Altri studi supportano questo tesi e testimoniano che le persone dotate di grande intelligenza emotiva si trovano avvantaggiate e hanno maggiore probabilità di essere felici ed efficaci nella vita.
La buona notizia è che ciascuno di noi può sviluppare la propria intelligenza emotiva nel corso della propria vita.

IDEA #2 – L’intelligenza emotiva aiuta a controllare le proprie emozioni

Il primo passo per farlo è lavorare sulla propria autoconsapevolezza che può essere considerata la chiave di volta dell’intelligenza emotiva. Citando Goleman, si tratta della “consapevolezza dei propri sentimenti nel momento stesso in cui essi si presentano”. Se vogliamo controllare sentimenti e stati d’animo, dobbiamo innanzitutto comprenderli.
La capacità di controllare le proprie emozioni è una virtù elogiata sin dall’antichità. Il controllo dei propri stati d’animo è ad esempio uno dei cardini dello stoicismo, una corrente filosofica di cui ho già parlato nell’articolo dedicato alle “Meditazioni” di Marco Aurelio.

IDEA #3 – L’intelligenza emotiva è il segreto dell’eccellenza

Andiamo oltre, per passare a quelle che è a mio parere, una delle idee più illuminanti del libro, ossia la correlazione tra intelligenza emotiva e prestazioni di alto livello. Per Goleman, infatti, l’intelligenza emotiva è il vero segreto di coloro che raggiungono l’eccellenza nel proprio campo. Spieghiamoci meglio.

Un famoso studio dello psicologo svedese K. Anders Ericsson2 aveva mostrato l’esistenza di un nesso tra il numero di ore di pratica ed i risultati raggiunti. Anders Ericsson aveva infatti indicato che i migliori musicisti ed atleti erano quelli che hanno studiato e praticato per il maggior numero di ore.

Come Goleman interpreta la regola delle 10 000 ore

Questa ricerca aveva dato origine alla famosa “regola delle 10 000 ore“, resa popolare da Malcolm Gladwell. Nel suo best-seller “Fuoriclasse: Storia naturale del successo”, Gladwell aveva un po’ semplificato le conclusioni di Anders Ericcson affermando che per diventare un esperto nel proprio campo era necessario practicare per almeno 10 000 ore. Di sicuro ne parlerò in futuro, ma ciò che ci interessa maggiormente in questa sede è l’interpretazioni fornita da Goleman a proposito dello studio di Anders Ericcson.

Il ragionamento di Goleman è il seguente:

  • le persone che ottengono risultati di massimo livello sono quelle che sin da bambini riescono a sopportare anni di duro addestramento ed allenamento.
  • Un violinista che volesse raggiungere l’eccellenza all’età di 20 anni dovrebbe, infatti, dedicare alla pratica del suo strumento molte ore al giorno, tutti i giorni, sin da bambino.
  • Solo coloro che possiedono le doti della perseveranza e della capacità di conservare l’entusiasmo nonostante i fallimenti possono riuscirci.
  • E questi due doti sono due tratti costitutivi dell’intelligenza emotiva.

Troviamo un’idea simile nel libro “Grinta. Il potere della persuasione e della perseveranza” di Angela Duckworth che ci spiega che il segreto per raggiungere risultati di alto livello non è tanto il talento ma quella miscela di passione e persistenza che la Duckworth definisce “Grinta”.

Resistere agli impulsi e rimandare la gratificazione

Goleman ci parla di un’altra capacità fondamentale legata all’intelligenza emotiva: quella di resistere agli impulsi e rimandare la gratificazione. Goleman cita come supporto il famoso esperimento dei mashmallows3 o per dirla in italiano caramelle gommose.

Nel corso dell’esperimento, a dei bambini era stato chiesto di scegliere tra una caramella subito e due caramelle se avessero aspettato un po’. Solo il 30% dei bambini era riuscito a resistere all’impulso di mangiare la caramella immediatamente. Ebbene Shoda, Mischel e Peake (gli autori dello studio) scoprirono, seguendo questi bambini nel tempo, che quel 30% che era riuscito a resistere all’impulso di mangiare subito una caramella aveva ottenuto migliori risultati nello studio e nella vita.  

Dopo aver citato altri esempi, Goleman conclude che l’intelligenza emotiva risulta fondamentale per sviluppare altre abilità e per conseguire realizzazione personale e successo in vari ambiti. 

IDEA #4 – L’empatia è la chiave per avere migliori relazioni con gli altri

Un altro tratto costitutivo dell’intelligenza emotiva è l’empatia, ossia la capacità di comprendere i sentimenti degli altri. Si tratta di una capacità estremamente importante per avere buone relazioni con altre persone. Tanto che uno studio realizzato dai ricercatori Nowicki e Duke4 su un campione di studenti americani, aveva indicato che la capacità di leggere i sentimenti espressi in modo non verbale permette non solo di essere più amati tra i compagni di scuola, ma anche di ottenere risultati scolastici migliori, indipendentemente dal quoziente intellettivo.

Essere empatici ci permette, infatti, di metterci nei panni dell’altro per capirne i sentimenti, i disagi e le sofferenze. Ognuno di noi, infatti, apprezza il sentimento di essere capito da un’altra persona: ed è per questo che l’empatia risulta fondamentale per stabilire migliori relazioni umane.

IDEA #5 – Devi usare l’intelligenza emotiva nella vita di coppia e a lavoro

A questo riguardo, l’intelligenza emotiva può risultare fondamentale nei rapporti uomo-donna perché molti problemi di coppia sono causati proprio dalle differenze tra il mondo emozionale degli uomini e delle donne.
Queste differenze si creano già da bambini a causa dell’educazione data dai genitori e dal loro esempio: la conseguenza è che le bambine sviluppano precocemente una forma di intelligenza emotiva che consente loro di saper leggere gli stati d’animo degli altri e ad esprimere i propri sentimenti. Al contrario, i maschi apprendono a minimizzare e nascondere le alcune emozioni come la vulnerabilità, la paura ed il senso di colpa.

Di conseguenza, non è sorprendente constatare che la maggior parte dei litigi tra uomini e donne sono legati a questa dimensione emozionale e che una maggiore intelligenza emotiva di coppia aiuterebbe a risolvere molti problemi.

#IDEA 6 – Sviluppa l’intelligenza emotiva lavorare meglio

Un altro ambito in cui l’intelligenza emotiva si rivela fondamentale è il lavoro. Essa ci permette di interagire in modo efficace con gli altri, in particolare nella gestione dei feedback. Da un lato il manager o leader deve imparare a dare dei feedback costruttivi che motivano chi li riceve a fare meglio. Dall’altro chi riceve il feedback deve essere capace di non mettersi sulla difensiva, non considerarlo un attacco personale ma al contrario un’opportunità per cooperare e migliorarsi. In entrambi casi, la chiave di tutto è possedere una buona dose di intelligenza emotiva.

Un’altra idea interessante a questo riguardo è che la tesi secondo cui il gruppo possederebbe una sorta di Q.I. collettivo, dato dalla somma totale dei talenti delle persone coinvolte. Ma affinché tale Q.I. si esprima efficacemente , è necessario che esista un’armonia sociale all’interno del gruppo. E tale armonia è facilitata dall’intelligenza emotiva dei componenti del gruppo. È proprio questa capacità di funzionare armonicamente a rendere un gruppo produttivo ed efficace.

#IDEA 7 – Sviluppa l’intelligenza emotiva dei bambini

L’ultimo aspetto di cui volevo parlare è il ruolo fondamentale che genitori ed insegnanti rivestono per aiutare i bambini a sviluppare l’intelligenza emotiva. Il nostro temperamento è un tratto innato che ci accompagna fin dalla nascita: ben presto i genitori si rendono conto se un bambino è calmo e placido o irritabile e difficile.

La buona notizia che emerge dagli studi è che il temperamento non è un destino. Ciò che può davvero fare la differenza sono le risposte emotive che i bambini imparano durante la crescita e l’esempio fornito dagli adulti ed in particolare dai genitori. Le interazioni con i genitori sono fondamentali in questo senso, perché plasmano e modificano il temperamento dei bambini.

Goleman parla a tal proposito di “alfabetizzazione emozionale”, un processo assolutamente necessario per evitare dei problemi varia natura legati alla sfera emotiva, quali ansia, depressione, chiusura in sé stessi, difficoltà di attenzione, aggressività… Molti insegnanti conoscono bene questi problemi, dietro i quali si nasconde spesso un grande malessere emotivo causato soprattutto da lacune di competenze emozionale.

Proprio per questo motivo, Goleman invita gli adulti, ed in particolare i genitori, ad impegnarsi per aumentare l’intelligenza emozionale dei propri figli, insegnando loro a capire i propri sentimenti, gestire i propri stati d’animo ed acquisire le competenze emotive fondamentali.

Conclusione

Tutti conoscono il concetto di Q.I. o quoziente d’intelligenza. Meno conosciuto è il cosiddetto Q.E. o quoziente emotivo che misura la nostra intelligenza emotiva. Secondo l’autore, l’intelligenza emotiva è molto più importante perché contribuisce per l’80% al nostro successo nella vita e alla nostra felicità.

l miglioramento della nostra intelligenza emotiva è importante in primo luogo per la nostra felicità, perché ci permette di combattere le emozioni negative e raggiungere risultati di rilievo nella vita. L’intelligenza emotiva riveste poi un ruolo fondamentale nei rapporti di coppia, al lavoro ed in generale nelle interazioni con gli altri. Tutti noi possiamo migliorare la nostra intelligenza emotiva e dovremmo aiutare i bambini in questa direzione.

Approfondisci “Intelligenza emotiva” (riassunto PDF)

Ecco come approfondire “Intelligenza emotiva” di Goleman:

Recensione di “Intelligenza emotiva”


Avrai già intuito la mia opinione: “Intelligenza emotiva” di Goleman libro è davvero eccezionale. È molto utile, interessante, chiaro, ricco di esempi e a tratti davvero illuminante. Personalmente mi ha fatto capire tante cose sui miei stati d’animo e di quelli delle persone intorno a me. Mi è stato sicuramente molto utile in ambito professionale e poi mi ha aperto gli occhi riguardo al fatto che in quanto genitore avevo ed ho il dovere di coltivare l’intelligenza emotiva dei miei 2 figli.
Ecco i voti della mia recensione a “Intelligenza emotiva” di Daniel Goleman:

Utilità5 / 5
Facilità di lettura4.5 / 5
Rapporto tempo/benefici5 / 5
Media4.8 / 5

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  1. Vaillant, George E. Adaptation to Life. Harvard University Press, 1977
  2. Anders Ericsson, K; Krampe, Ralf Th; Tesch-Romer, Clemens (1993). “The Role of Deliberate Practice in the Acquisition of Expert Performance”. Psychological Review. 100 (3): 363–406.
  3. Shoda, Y., Mischel, W., & Peake, P. K. (1990). Predicting adolescent cognitive and self-regulatory competencies from preschool delay of gratification: Identifying diagnostic conditions. Developmental Psychology.
  4. Nowicki, S., Duke, M.P. Individual differences in the nonverbal communication of affect: The diagnostic analysis of nonverbal accuracy scale. J Nonverbal Behav 18, 9–35 (1994).

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