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I soldi fanno la felicità? E bastano davvero 75.000 € all’anno?

    Oggi parliamo di soldi e in particolare della relazione tra felicità e denaro per rispondere alla domanda: ma i soldi fanno la felicità? Oppure avere più soldi non ci farà sentire necessariamente più felici?

    È una domanda solo in apparenza scontata, soprattutto se si compie lo sforzo di andare al di là di risposte superficiali e scorciatoie intellettuali. Ed è proprio ciò che ti propongo in questo articolo in cui utilizzerò le conclusioni rivelate da alcuni studi per ragionare insieme sulla relazione tra reddito e felicità.
    E ti spiegherò anche perché ho ormai smesso di fare sforzi per aumentare i miei guadagni…

    Lo studio iniziale di Kahneman e Deaton

    Partiamo subito analizzando le conclusioni di un famosissimo studio realizzato nel 2010 da due premi Nobel per l’economia. Si tratta di Daniel Kahneman e Angus Deaton che nel 2010 pubblicano sulla rivista scientifica PNAS (Proceeding of the National Academy of Sciences of the United States of America) uno studio intitolato High income improves evaluation of life but not emotional well-being1, che possiamo tradurre con Un reddito elevato migliora la valutazione della vita ma non il benessere emotivo.

    Daniel Kahneman e Angus Deaton giunsero a 2 conclusioni:

    • Più soldi abbiamo, meglio valutiamo la nostra vita (e qui nessuna sorpresa);
    • Avere più soldi ha un impatto importante sul nostro benessere emotivo, ma non sembrano esserci ulteriori progressi oltre la soglia dei 75.000 dollari l’anno.
    I soldi fanno la felicità?

    La felicità non aumenterebbe oltre i 75.000 € all’anno

    In altre parole, se prendiamo per buone le conclusioni di questo studio, è vero che i soldi fanno la felicità ma esisterebbe un limite oltre il quale guadagnare più denaro non corrisponde necessariamente ad un maggiore grado di felicità.

    Questo limite corrisponderebbe, come detto, ad un reddito familiare di 75.000 dollari che equivalgono a 6.200 dollari al mese che con il cambio attuale corrispondono a circa 5.700 € mensili. Ciò vorrebbe dire che se nella tua famiglia entrano 5.700 € al mese, allora guadagnare di più non ti renderà necessariamente più felice.

    In realtà, questa cifra è arbitraria, anche perché lo studio non precisava il numero di persone che compongono una famiglia. Tuttavia, il concetto chiave è che esisterebbe una sorta di tetto per quanto riguarda la correlazione tra reddito e felicità che ci porta a dire che sì, i soldi fanno la felicità ma fino ad un certo livello di ricchezza.

    La smentita di M. Killingsworth nel 2021

    Questo studio, ampiamente ripreso dai media e dalla comunità scientifica, è stato contraddetto nel 2021 da una pubblicazione di Matthew Killingsworth. In Experienced well-being rises with income, even above $75,000 per year2 (Il benessere esperienziale aumenta con il reddito, anche oltre 75.000 dollari all’anno.), il ricercatore dell’Università della Pensylvania rilevò che la felicità aumenta di pari passo con il reddito in modo lineare negando l’esistenza di una sorta di plateau, ossia di una soglia oltre la quale guadagnare di più non significa per forza essere più felici.

    Il conflitto risolto nel 2023: i soldi fanno davvero la felicità (e non ci sono effetti di soglia)

    Leggere studi dai risultati contraddittori capita molto spesso e devo dire che spesso è un po’ frustrante. In questo caso è accaduto qualcosa di inedito: Daniel Kahneman e Matthew Killingsworth hanno deciso di unire i propri sforzi per realizzare una sorta di collaborazione antagonistica che li ha portati a realizzare lo studio Income and emotional well-being: A conflict resolved3 (Reddito e benessere emotivo: Un conflitto risolto) pubblicato nel marzo del 2023 e a cui ha partecipato anche  Barbara Mellers, professoressa di psicologia e di marketing all’Università della Pennsylvania.

    Ebbene, questa collaborazione ha confermato che i risultati dello studio del 2010 non erano completamente corretti. È vero che oltre una certa soglia, avere più soldi non vuol dire ottenere maggiore felicità ma ciò vale per quelle persone che sono generalmente infelici.
    Per il resto della popolazione, non esisterebbe tale soglia e quindi per la maggior parte di noi guadagnare più soldi dovrebbe procurarci maggiori livelli di felicità.

    Le mie riflessioni sul tema

    I risultati di questi studi mi portano a formulare una serie di considerazioni che ti riporto in forma schematica. 

    Perché non dovrebbe stupirci che i soldi possano fare la felicità

    Ebbene sì, i soldi fanno la felicità, almeno nella maggior parte dei casi. È un dato che non dovrebbe stupirci se pensiamo a tutto quello che possiamo ottenere grazie ai soldi, soprattutto se usati bene.
    Chiarisco subito che non esiste un singolo fattore che possa procurarci la felicità. Innanzitutto si tratta di qualcosa di soggettivo e poi, come scrivo anche nel mio libro IN CRESCITA, la felicità è influenzata da una serie di fattori diversi quali

    • le nostre inclinazioni naturali;
    • le nostre condizioni di vita;
    • e le attività volontarie che compiamo ogni giorno.

    Tuttavia, i soldi possono influire su differenti variabili esterne che possono avere un impatto maggiore sul nostro sentimento di benessere. Tra tutte il sentimento di controllo sulla nostra vita.
    In altre parole, avere abbastanza soldi ci permette di sentirci in controllo della nostra vita, regalandoci la libertà di scegliere un lavoro che ci piace, di sentirci sicuri rispetto ai colpi duri della vita, di scegliere dove vivere e non ultimo dandoci la possibilità di ottenere più tempo

    I soldi non hanno alcun effetto sulle nostre inclinazioni naturali

    I soldi non hanno alcun effetto sulle nostre inclinazioni naturali ed è per questo che per coloro si sentono generalmente poco felici e sono inclini a essere cupi o depressi, i soldi non potranno fare miracoli.

    Per questo esistono tanti casi di celebrità e persone ricchissime, che sono depresse e infelici. Solo per citare un esempio, ho da poco letto la biografia di Matthew Perry, il Chandler di Friends, che testimonia come ad un certo punto pur avendo milioni di dollari sul conto, un successo planetario (che aveva inseguito per tanto tempo) e la splendida Julia Roberts al suo fianco non si sentisse felice e soddisfatto. E gli esempi potrebbero proseguire.

    Posso, quindi, chiosare dicendo che

    se sei infelice, avere più soldi rischia di trasformarti semplicemente in un infelice più ricco ma non necessariamente in qualcuno di più felice.

    Deve esistere un effetto (soggettivo) di soglia per la correlazione tra reddito e felicità

    La ricerca di Kahneman e Killingsworth che ho citato nega l’esistenza di una soglia di reddito raggiunta la quale, guadagnare di più non ci rende più felici.
    Ora, è probabile che la soglia non sia quella dei 75.000 o nemmeno dei 100.000 dollari o euro al mese per una famiglia. Il buon senso e l’esperienza personale mi portano però a dire che deve esistere un determinato livello di reddito raggiunto il quale guadagnare di più non si traduce necessariamente in un maggior grado di felicità.

    E aggiungo che questo livello di reddito è di sicuro diverso da persona a persona. Per cui avremo persone che con 5.000 euro di entrate saranno già giunte al proprio plafond, altre che avranno bisogno di 10.000 €, 15.000 € o più.

    L’adattamento edonistico potrebbe spiegare l’effetto di soglia

    Questo effetto di soglia potrebbe spiegarsi attraverso la teoria dell’adattamento edonistico, secondo la quale quando abbiamo un miglioramento nella nostra vita, dopo l’iniziale euforia iniziale, tendiamo ad abituarci e a ritornare ai livelli di felicità per cui un aumento del reddito a un certo punto ci fa tornare ai livelli di felicità di prima. 

    L’effetto di soglia riguarda una minoranza: pochi guadagnano oltre i 75mila euro all’anno

    Detto questo, l’esistenza di questo presunto limite di reddito riguarda tutto sommato una parte minoritaria della popolazione.
    Ho guardato un po’ i dati più recenti pubblicati dal Ministero dell’Economia4 e ho scoperto che in Italia solo una piccola percentuale di persone dichiara più di 75.000 € l’anno.
    Sui 41,5 milioni di persone che ha dichiarato dei redditi nel 2022:

    • l’1.3% ha dichiarato tra i 75.000 e 100.000 €
    • E l’1,4% ha dichiarato oltre i 100.000.

    Ciò significa che un eventuale effetto di soglia potrebbe interessare solo il 2,7% dei contribuenti, anche se è ovvio che il dato è altamente sottostimato perché in Italia ci sono alcune categorie professionali molto benestanti che non dichiarano tutto ciò che guadagnano.

    Ad occhio e croce però mi sento di dire che anche includendo coloro che evadono, stiamo parlando di una minoranza di cui fanno parte 1.1 milioni di persone sui 59 milioni della popolazione totale in Italia.
    Per fare un confronto, secondo gli ultimi dati ISTAT5, in Italia ci sono 5,9 milioni di persone in situazione di povertà assoluta e per i quali mi rendo conto che l’argomento di oggi è completamente senza senso.

    In ogni caso, per la maggior parte degli italiani aumentare il reddito avrà potenzialmente un impatto importante sulla loro felicità.

    Le implicazioni pratiche della correlazione tra reddito e felicità

    E allora, quale insegnamento possiamo trarre se non abbiamo redditi elevati?

    Vale la pena cercare di guadagnare di più

    Di sicuro, che per la maggior parte degli italiani vale la pena cercare di guadagnare di più. Ora, non è semplice riuscirci perché non basta volerlo, soprattutto in un paese come l’Italia in cui il mercato del lavoro è quello che è e gli ostacoli per lanciare un’attività rimangono abbastanza rilevanti.
    Tuttavia, possiamo dire che cercare di ottenere condizioni salariali migliori, dedicarsi ad una seconda attività e studiare e investire su se stessi per ottenere un miglior lavoro sono tutte attività a cui vale la pena dedicare tempo ed energie.

    Chi ha redditi modesti dovrebbe procedere per gradi e avere obiettivi più realistici

    L’esistenza di una soglia di reddito ancorata alla felicità può forse portare molte persone con redditi modesti ad avere obiettivi più realistici. Nel senso che conosco tante persone con redditi modesti che sognano di diventare ricche, quando poi secondo me il vero obiettivo dovrebbe essere quello di diventare benestanti, ossia avere un livello di reddito che ci permetta di vivere bene, approfittare della vita senza troppe paure e incertezze, pur non potendosi permettere quei lussi e quelle cose stravaganti che riguardano il mondo dei più ricchi.

    Anche se ancora una volta, non è alla portata di tutti raggiungere l’agiatezza economica, è importante procedere per gradi secondo me. Come sottolineo nel mio libro, in materia di obiettivi finanziari dovremmo per prima cosa raggiungere la sicurezza finanziaria, poi la serenità e poi la libertà assicurata da un determinato livello di redditi.

    I soldi non sono l’unico strumento per aumentare la nostra felicità

    Se invece ci troviamo nell’impossibilità di aumentare i nostri redditi (per vari motivi), possiamo considerare i soldi come uno degli strumenti che possono farci sentire più felici ma non l’unico.

    In questo caso, potremmo scegliere di impegnarci per migliorare altri fattori, come i rapporti con le altre persone (in particolare quelle a noi più care), cercare di avere un lavoro che ci piace e ci regala soddisfazione al di là del salario e di lavorare su quelle attività volontarie che possono influire sulla nostra felicità.

    La psicologa Sonja Lyubomirsky è convinta che l’attività volontarie determinino il 40% della nostra felicità6. Tra di esse abbiamo i piaceri fisici come il cibo e il sesso, quelle attività semplici ma fondamentali come il contatto con la natura e il tempo trascorso con le persone a noi care o ancora il raggiungimento delo stato di flow mentre ci dedichaimo ad un passatempo o al nostro lavoro.
    Il flow o flusso è quella particolare condizione di benessere in cui siamo talmente assorbiti dall’attività del momento, tanto da dimenticare tutto il resto (ho dedicato un articolo a cui ti rimando per approfondire proprio al concetto di flow).

    Attenzione a dire con troppa leggerezza che i soldi non fanno la felicità

    Un‘altra riflessione è che sebbene i soldi non siano tutto nella vita, è innegabile che siano fondamentali e che le affermazioni del tipo no, i soldi non fanno la felicità lasciano il tempo che trovano perché, come appena visto, persino la ricerca sul campo dimostra che per la maggior parte delle persone guadagnare di più può non solo migliorare la loro vita ma anche aiutarli a sentirsi più felici.

    Non devi condizionare la tua felicità al raggiungimento di un obiettivo

    Un dato importante è che se oggi ci sentiamo infelici e depressi, i soldi non sono necessariamente la risposta. Ovviamente se siamo infelici a causa della nostra condizione economica, allora la domanda non si pone nemmeno. Ma attenzione a non cadere nel classico errore di condizionare la nostra felicità al raggiungimento di un obiettivo futuro con affermazioni del tipo: “sarò felice quando guadagnerò 5000 € al mese”.

    Avere problemi di soldi ci renderà infelici

    Un‘altra considerazione importante: possiamo di sicuro chiederci se i soldi facciano la felicità o meno ma nessuno negherà che essere poveri ci rende di sicuro infelici. La mancanza di soldi è qualcosa di terribile e i problemi economici possono inquinare e rovinare vite e relazioni.

    L’ho vissuto in prima persona per i primi 23 anni della mia vita. I miei genitori hanno sempre avuto difficoltà economiche, in larga parte a causa delle difficoltà che mio padre aveva nel gestirli ma anche perché entrambi avevano stipendi abbastanza bassi. Le difficoltà economiche sono state una delle cause principali della rottura tra i miei genitori che ad un certo punto decisero di separarsi, hanno rovinato tanti momenti della nostra vita familiare e in generale ci hanno portati stress, momenti difficili e tante rinunce.

    Proprio per questo motivo, per me è sempre stata una priorità assoluta quella di realizzarmi professionalmente e finanziariamente, proprio al fine di guadagnare abbastanza e non avere più difficoltà di tipo economico.

    Perché in questa fase della mia vita guadagnare di più non è una priorità per me

    E devo dire che oggi ho l’immenso privilegio di trovarmi in questa situazione, perché ho raggiunto il mio obiettivo di guadagnare abbastanza per non avere più problemi di soldi e assicurare a me e alla mia famiglia un buon tenore di vita.

    In questa fase della mia vita, aumentare le mie entrate mensili non è una priorità perché ho la consapevolezza che se li aumentassi del 30% o seppure li raddoppiassi non otterrai lo stesso incremento in termini di felicità.
    Mi richiederebbe molti sforzi e mi porterebbe a dover sacrificare altri aspetti della mia vita come il tempo che trascorro con la mia famiglia o che dedico alle mie passioni.
    Preferisco invece utilizzare in modo intelligente ciò che possiedo e guadagno, per esempio aumentando i miei risparmi  e investendoli per generare per rendere più sicuri il mio avvenire e soprattutto quello dei miei figli.  

    La necessità di avere una buona educazione finanziaria per ben utilizzare il nostro denaro

    Le mie conoscenze in tema di educazione finanziaria mi spingono infatti a mettere da parte e investire il denaro che guadagno.
    E questo è un punto importante secondo me perché, a mio avviso, non basta guadagnare molti soldi ma bisogna anche saperli usare. Nel senso che sono convinto che ad una persona con una buona educazione finanziaria basterà molto meno per sentirsi felice e soddisfatto mentre chi non sa gestire bene il proprio denaro, rischia di sentire di non avere mai abbastanza anche con cifre molto elevate.

    Per questo,

    penso che sia fondamentale formarsi e studiare l’educazione finanziaria, che secondo me dovrebbe essere insegnata molto presto ai nostri figli e inserita come materia scolastica.

    Ed è uno dei motivi per i quali ho dedicato una parte del mio libro IN CRESCITA proprio le basi fondamentali dell’educazione finanziaria.

    Conclusioni

    Per concludere, sì i soldi fanno la felicità, salvo eccezioni. E vale la pena investire su se stessi per avere una migliore educazione finanziaria per tentare di guadagnare più denaro e soprattutto imparare a gestirlo.

    La felicità è però qualcosa di molto complesso per cui non bisogna credere che i soldi siano l’unica risposta o che siano la condizione necessaria e sufficiente per essere felici. Il denaro ci può togliere risolvere tutta una serie di problemi e eliminare tante seccature quotidiane, ma non bisogna trascurare altri aspetti fondamentali, tra cui un posto di rilievo è occupato dalle relazioni con gli altri.

    1. Kahneman, D., & Deaton, A. (2010). High income improves evaluation of life but not emotional well-being. Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 107(38), 16489–16493.
      ↩︎
    2. Killingsworth M. A. (2021). Experienced well-being rises with income, even above $75,000 per year. Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 118(4), e2016976118. ↩︎
    3. Killingsworth, M. A., Kahneman, D., & Mellers, B. (2023). Income and emotional well-being: A conflict resolved. Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 120(10), e2208661120.
      ↩︎
    4. Ministero dell’Economia e delle Finanze, 2022 a.i. 2021 / IRPEF / Persone fisiche / Tutte le tipologie di contribuenti, Dipartimento delle Finanze. ↩︎
    5. ISTAT, Stime preliminari povertà assoluta e spese per consumi – anno 2023, 25 marzo 2024 ↩︎
    6. Sonja Lyubomirsky, The How of Happiness: A New Approach to Getting the Life You Want, 2008, Penguin Books. ↩︎



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