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“Uno psicologo nei lager” di Viktor Frankl: riassunto e recensione

    “Uno psicologo nei lager” è un libro di Viktor Frankl che racconta la sua esperienza di prigioniero nei campi di concentramento nazisti, ponendo l’enfasi sulla dimensione psicologica.

    Il volume di Frankl è stato pubblicato per la prima volta nel 1946 in lingua tedesca con il titolo “Dire sì alla vita, nonostante tutto. Uno psicologo vive l’esperienza del campo di concentramento”. In seguito è stato tradotto in inglese nel 1956 con il titolo “Man’s Search for Meaning” quindi “L’uomo in cerca di senso” e da allora ha conosciuto un grandissimo successo con oltre 12 milioni di copie vendute nel mondo e traduzioni in almeno 24 lingue.

    Si tratta di un libro molto toccante e che include degli insegnamenti molto importanti in materia di felicità e crescita personale. In questo articolo, ti propongo un riassunto e la mia recensione de “L”uomo in cerca di senso. Uno psicologo nei lager”.

    Tempo di lettura: 11 minuti

    La scheda del libro “Uno psicologo nei lager” di Viktor Frankl

    La copertina dell’edizione italiana de “L’uomo in cerca dfi senso. Uno psicologo nei lager” di Viktor Frankl

    Titolo italiano: L’uomo in cerca di senso. Uno psicologo nei lager e altri scritti inediti
    Titolo in tedesco / inglese: Trotzdem Ja zum Leben Sagen. Ein Psychologe erlebt das Konzentrationslager / Man’s Search for Meaning
    Autore: Viktor Frankl
    Anno: 1946 (Austria), 1956 (USA), 1967 (Italia)
    Numero di pagine: 93
    Categoria: Psicologia, filosofia, crescita personale
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    Per chi è “Uno psicologo nei lager” di Viktor Frankl

    “L’uomo in cerca di senso. Uno psicolo nei lager” è un libro che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita. Sarà una lettura particolarmente utile per

    • chi vuole capire come superare dei momenti di grandi difficoltà
    • chiunque voglia ottenere 5 grandi lezioni che daranno maggiore senso alla sua vita
    • le persone che vogliono imparare a controllare i propri atteggiamenti rispetto agli eventi della vita.

    La trama di “Uno psicologo nei lager”: il libro in un paragrafo

    “Uno psicologo nei lager” è la cronaca degli anni trascorsi da Viktor Frankl in 4 diversi campi di concentramento: si tratta di una testimonianza alquanto particolare perché il suo racconto si concentra soprattutto sulla dimensione psicologica di questa terribile esperienza. In particolare, il libro spiega come l’essere umano possa affrontare difficoltà e sofferenze ed aggrapparsi alla vita anche nelle condizioni più estreme.

    L’autore: Chi è Viktor Frankl

    Viktor Frankl (1905-1997) è stato uno psicologo, filosofo ed autore austriaco, conosciuto soprattutto per il suo libro “Uno psicologo nei lager” e per aver fondato la scuola psicoterapeutica della logoterapia.
    Nel 1942 venne arrestato e deportato dal regime nazista in quanto ebreo. Frankl trascorse 3 anni in 4 diversi campi di concentramento vivendo in prima persona le assurde atrocità della shoah.

    Frankl ha scritto ben 39 libri ma la sua fama mondiale è legata soprattutto al best-seller “Uno psicologo nei lager”, scritto in appena 9 giorni dopo la fine della seconda guerra mondiale e dell’inferno dei campi di concentramento.

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    Uno psicologo nei lager (riassunto in italiano): le idee principali

    In questo video e nell’articolo-riassunto troverai i principali insegnamenti del libro:

    IDEA #1 – Possiamo sempre controllare il nostro atteggiamento rispetto alle situazioni che viviamo

    La prima grande lezione trasmessa da Viktor Frankl è racchiusa in un citatissimo passaggio del suo grande libro:

    “Tutto può essere preso da un uomo tranne una cosa: l’ultima delle libertà umane – scegliere il proprio atteggiamento in un dato insieme di circostanze, scegliere la propria strada”.

    È un passaggio chiave per quest’opera che racconta le atrocità vissute nei lager: i prigionieri erano stati privati di tutto. Dei propri cari, delle cose che possedevano, della salute, dei capelli e persino del loro nome, poiché ognuno di essi era identificato attraverso un numero.

    Eppure Frankl spiega che anche in quei momenti, nessuno può toglierci la libertà di controllare il modo in cui viviamo ciò che gli accade. Questa verità fa eco ad uno dei grandi insegnamenti dello stoicismo secondo il quale tutto dipende da come interpretiamo gli eventi della vita (si veda la mia sintesi dei Penseri di Marco Aurelio per scoprire le risonanza con il pensiero stoico).

    Non possiamo controllare ciò che ci accade, ma abbiamo il controllo sul modo in cui viviamo ed interpretiamo quello che ci succede. A farci soffrire non sono tanto gli eventi negativi, ma soprattutto il giudizio che portiamo su tali eventi.

    E la stessa idea è molto presente in tanti libri di crescita personale ed autori da Jim Rohn a Tony Robbins passando per Martin Seligman, Napoleon Hill e tanti altri. In particolare, ho trovato un collegamento con l’idea  centrale del libro “Come un uomo pensa” di James Allen e che possiamo racchiudere nella citazione:

    “Un uomo è letteralmente ciò che pensa poichè il suo carattere è la somma completa dei suoi pensieri”. 

    Per ritornare a “L’uomo in cerca di senso”, Frankl scrive:

    “Anche se condizioni come mancanza di sonno, cibo insufficiente e vari stress mentali possono suggerire che i detenuti erano destinati a reagire in certi modi, in ultima analisi, diventa chiaro che il tipo di persona che è diventato il prigioniero era il risultato di un decisione interiore e non il risultato delle sole influenze del campo. Fondamentalmente quindi, qualsiasi uomo può, in tali circostanze, decidere cosa ne sarà di lui – mentalmente e spiritualmente”.

    Ovviamente questo insegnamento potrebbe mostrare i suoi limiti in situazioni estreme come quelle vissute dai prigionieri dei lager: ma è pur vero che il libro Viktor Frankl testimonia che se l’autore è riuscito a sopportare 3 anni di prigionia e sofferenza è in buona parte grazie al modo in cui era riuscito a vivere quel terribile periodo della sua vita.

    IDEA #2 – Avere una forte motivazione ci aiuta a superare qualsiasi difficoltà

    Questa idea si collega in un certo qual modo al secondo grande insegnamento de “L’uomo in cerca di senso”: avere una motivazione ci aiuta a superare qualsiasi momento difficile. 

    A tal proposito Frank nel libro cita una famosa frase di Nietsche:

    “Coloro che hanno un perché per vivere possono sopportare quasi ogni come”

    E Viktor Frankl aveva vissuto in prima persona questa grande verità, perché uno dei motivi che l’ha tenuto in vita duranti gli anni di prigionia era la sua volontà di pubblicare un libro per divulgare le sue ricerche sulla logoterapia (di cui parlerò tra poco). L’autore spiega che solo coloro che avevano trovato un perché, una motivazione per andare avanti sarebbero riusciti a resistere e sopravvivere nei lager nazisti. 

    Si tratta di un grande insegnamento per tutti noi, perché se Frankl ed alcuni dei suoi compagni di prigionia sono riusciti a trovare la motivazione per andare avanti e superare le mille difficoltà del loro quotidiano, allora qualsiasi cosa ci accada possiamo anche noi riuscirci.

    Spesso una delle motivazioni più forti è l’amore per i nostri cari: Frank aveva in effetti un’altra grande motivazione: la speranza di rivedere sua moglie ed i genitori, deportati anche loro ma che purtroppo non sarebbero sopravvissuti.

    IDEA #3 – Per sopportare la sofferenza, dobbiamo darle un senso

    Il terzo grande insegnamento di “L’uomo in cerca di un senso. Uno psicologo nel lager’ è che la sofferenza non solo è inevitabile ma anche necessaria per dare un senso alla nostra vita. Ad un certo punto del libro Frank scrive

    Se c’è un significato nella vita, allora ci deve essere un significato nella sofferenza. La sofferenza è una parte inestirpabile della vita, così come il destino e la morte. Senza sofferenza e morte la vita umana non può essere completa“.

    Si tratta di un passaggio molto profondo in cui l’autore riporta una grande verità: la sofferenza è parte della vita. Ed in qualche modo questa sofferenza è indispensabile per dare un senso profondo alla nostra vita: soffrire fa parte dell’esistenza e dobbiamo accettare questa verità:

    Il modo in cui l’uomo accetta il suo destino e tutte le sofferenze che esso comporta, il modo in cui porta la sua croce, gli dà ampia possibilità — anche nelle circostanze più difficili — di aggiungere un senso più profondo alla sua vita. Può rimanere coraggioso, dignitoso ed altruista”.

    Ma ancora una volta, spetta noi scegliere l’atteggiamento giusto per vivere ed interpretare questa sofferenza in un modo che possa attribuirle un senso. Ad un certo punto Frankl cita ancora una volta Nietzsche ed in particolare il famoso passaggio dell’opera “Il crepuscolo degli idoli:

    “Ciò che non mi uccide, mi rende più forte”

    I momenti difficili della nostra vita possono, infatti, darci più forza, più dignità, più tenacia. Ed è notorio che riuscire ad apprezzare i momenti belli della vita è possibile anche grazie ai momenti più spiacevoli. Apprezziamo di più una giornata di sole dopo molti giorni di pioggia, così come smettiamo di dare per scontate delle cose fondamentali come la salute solo quando abbiamo vissuto la malattia. Tutto questo ci aiuta, dunque a dare un senso ai momenti difficili che viviamo.

    IDEA #4 – Non dobbiamo perdere mai la speranza

    Passiamo dunque al quarto insegnamento che riguarda l’importanza di non perdere mai la speranza anche nelle situazioni più estreme. Ad un certo punto del libro, Frankl scrive

    ​​“Il prigioniero che aveva perso la fiducia nel futuro – il suo futuro – era condannato. Con la sua perdita di fiducia nel futuro perdeva anche la sua presa spirituale; si era lasciato declinare e diventava soggetto al decadimento mentale e fisico”.

    L’autore aveva, infatti, notato che il tasso di mortalità tra i prigionieri era sensibilmente aumentato tra il Natale ed il giorni di capodanno del 1944. Molti prigionieri avevano, infatti, creduto che sarebbero stati liberati a Natale: quando si resero conto che la situazione non sarebbe cambiati molti persero la forza e la speranza e questo ebbe un’influenza negativa sulla loro capacità di sopravvivere. 

    IDEA #5 – Trovare un senso alla propria vita è la più grande forza motivazionale

    Il quinto ed ultimo insegnamento è legato alla logoterapia, la teoria elaborata da Frankl:

    La logoterapia – spiega l’autore – si focalizza sul significato dell’esistenza umana così come sulla ricerca dell’uomo riguardo il senso della vita. Secondo la logoterapia, questo sforzo per trovare un significato nella vita di una persona è la forza motivazionale principale nell’uomo”.

    Ognuno di noi può e deve cercare una risposta personale per trovare un senso nella propria vita. E sono proprio gli eventi della vita a guidarci in questa ricerca.

    “In definitiva, l’uomo non deve chiedersi quale sia il senso della vita, ma deve riconoscere che è la vita a chiederglielo. In una parola, ogni uomo è interrogato dalla vita; e può rispondere alla vita solo rispondendo per la propria vita, per sé stesso; alla vita egli può rispondere solo riconoscendosi responsabile di sé stesso”. 

    In altre parole, la vita ci testa costantemente e noi siamo gli unici responsabili del solo aspetto che possiamo davvero controllare: il mondo in reagiamo a ciò che ci accade. Usando le parole di Frankl possiamo dire che

    “La vita, in definitiva, significa assumersi la responsabilità di trovare le risposte giuste ai propri problemi e di assolvere i compiti che costantemente pone a ciascuno”.

    Sono i nostri atti quotidiani a dare senso alla nostra vita per cui in ogni istante possiamo scegliere il nostro atteggiamento rispetto alla vita e darle più senso.

    Conclusioni su Uno psicologo nei lager

    Per concludere, “Uno psicologo nei lager” non è solo il racconto delle terribili esperienze vissute in prima persona da Viktor Frankl, ma soprattutto una riflessione profonda sulla natura umana e sul modo in cui l’uomo può reagire rispetto alle avversità ed alla sofferenza. Oltre a fornire una serie di utilissimi insegnamenti, questo volume ci spinge ad interrogarci sul senso profondo della vita.

    Approfondisci “Uno psicologo nei lager” (riassunto PDF)

    Ecco come approfondire “L’uomo in cerca di senso. Uno psicologo nei lager” di Viktor Frankl:

    • Amazon” target=”_blank” rel=”noreferrer noopener”>leggi il libro completo (versione in italiano)

    Recensione di “L’uomo in cerca di senso. Uno psicologo nei lager”

    “L’uomo in cerca di senso. Uno psicologo nei lager.” è un piccolo grande capolavoro che vale davvero la pena di leggere.  In meno di 100 pagine VIktor Frankl è riuscito a condensare una serie di utilissime lezioni e riflessioni per rispondere ad una delle grandi domande che ciascuno di noi si è posto almeno una volta nella vita: “qual è il senso e lo scopo della nostra esistenza?”.

    Molte delle riflessioni contenute in questo volume costituiscono un buon supporto alla teoria elaborata da Frankl: quella logoteriapia che afferma che la motivazione principale dell’uomo è trovare un senso a quanto gli accade. Sebbene possa essere considerato anche un testo di psicologia e filofofia con tante citazioni colte e legami evidenti con la corrente dello stoicismo, il libro di Frankl rimane di facile lettura, rimanendo accessibile per tutti i tipi di lettori.

    Ecco i voti della mia recensione a “Uno psicologo nei lager” di Viktor Frankl:

    Utilità5 / 5
    Facilità di lettura5 / 5
    Rapporto tempo/benefici4.5 / 5
    Media4.8 / 5

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