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Fatti il letto di William Mc Raven: sintesi e recensione

    “Fatti il letto” di William McRaven è un libro di crescita personale che ci svela 10 grandi lezioni di vita apprese durante la carriera dell’autore, pluridecorato ammiraglio della marina militare americana.
    In questo articolo, condivido quali sono le lezioni principali di questo best-seller mondiale, pubblicato nel 2017, e ti spiego se penso che il grande successo di questo libro sia meritato (attraverso la mia recensione).

    La scheda del libro “Fatti il letto” di William McRaven

    La copertina dell’edizione italiana di “Make you bed”, tradotto con “Fatti il letto”

    Titolo italiano: Fatti il Letto Piccole cose che cambieranno la tua vita… e forse il mondo
    Titolo in inglese: Make Your Bed: Feel grounded and think positive
    Autore: William Harry McRaven
    Anno: 2017 (USA), 2018 (Italia)
    Numero di pagine: 135
    Categoria: Crescita Personale, Motivazione
    Link per acquistare il libro :
    Amazon (versione italiana)
    Il Giardino dei libri (versione italiana)

    Per chi è “Fatti il letto” di William McRaven

    Sebbene le lezioni di “Fatti il letto” siano abbastanza universali, questo libro si rivelerà particolarmente utile ed interessante per

    • chi vuole inizia la giornata in modo più organizzato e produttivo;
    • chiunque voglia diventare più resiliente, forte e perseverante nella vita;
    • le persone che a volte hanno la tentazioni di mollare di fronte a difficoltà, prepotenti e problemi.

    La trama di “Fatti il letto”: il libro in un paragrafo

    “Fatti il letto” distilla 10 grandi lezioni apprese dall’ammiraglio McRaven durante i suoi 36 anni di carriera militare. Il titolo prende spunto dalla prima regola che ci sprona ad iniziare la giornata portando a termine un primo compito. Altri utili insegnamenti del libro sono: l’importanza di essere perseveranti, la solidarietà con gli altri, il prendersi cura della propria salute, le necessità di avere il coraggio di prendere decisioni, la ricerca del proprio scopo nella vita e l’importanza di non mollare mai.

    L’autore: Chi è William McRaven

    William H. McRaven, ammiraglio della Marina degli Stati Uniti in pensione, è l’autore del best-seller “Fatti il letto”

    William H. McRaven è un ammiraglio della Marina degli Stati Uniti in pensione che nel corso dei suoi 36 anni di carriera militare ha ricoperto ruoli di alto rilievo ed è stato insignito di numerose onorificenze. Ha combattuto nella guerra in Iraq e ricoperto il ruolo di comandante dell’operazione che ha portato alla cattura del terrorista Osama Bin Laden (considerato il principale responsabile degli attentati dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti).
    Ha tenuto diverse conferenze sui temi della leadership e ha lavorato come docente alla University of Texas di Austin. Nel 2017 ha pubblicato il libro “Fatti il letto”, ispirato proprio da un discorso che McRaven aveva tenuto ai laureandi dell’Università del Texas. Diventato un fenomeno editoriale, questo libro ha venduto oltre un milione di copie, è stato un bestseller del New York Times per mesi ed è stato tradotto in decine di lingue.

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    “Fatti il letto” (riassunto in italiano): le idee principali

    Il libro contiene 10 lezioni che forniscono il titolo del capitolo:

    1. Iniziate la giornata portando a termine un compito
    2. Non potete farcela da soli
    3. Quel che conta è la grandezza del cuore
    4. La vita non è giusta: andate avanti!
    5. L’insuccesso può rendervi più forti
    6. Osate il massimo
    7. Tenete testa ai prepotenti
    8. Dimostratevi all’altezza
    9. Date speranza alle persone
    10. Non mollate mai!

    Analizziamo più dettagliatamente questo le lezioni apprese dall’ammiraglio McRaven durante la sua carriera.

    IDEA #1 – Inizia la giornata portando a termine un compito (come farti il letto)

    Il primo capitolo ha un inizio molto sorprendente: “Se volete cambiare il mondo…cominciate col rifarvi il letto”. L’ammiraglio McRaven spiega:

    “Se la mattina vi fate il letto, avrete portato a termine il primo compito della giornata. Questo vi darà una sensazione di orgoglio e vi incoraggerà a concluderne un altro, e poi un altro ancora. Farsi il letto, inoltre, rimarca la consapevolezza che nella vita le piccole cose contano. Se non sapete fare bene le piccole cose, non ne farete mai di grandi”.

    — William McRaven

    Ovviamente il punto non è farsi il letto ed essere ordinati e disciplinati. Il punto è iniziare la giornata portando a termine un piccolo compito, seppur insignificante. È un concetto che troviamo in molti libri di crescita personale: basti pensare al famoso “The Miracle Morning” in cui Hal Elrod ci sprona ad iniziare la giornata mettendo in pratica una serie di abitudini che modelleranno il resto della giornata. Anche Steve Pavlina definisce il mattino come il “timone” della giornata: se inizi concentrato e motivato, allora conserverai questa condizione per il resto del giorno. Viceversa, se l’inizio è confuso, disordinato e pigro, allora la giornata sarà già in parte compromessa.
    Questa prima lezione è una delle più importanti del libro e non a caso ne ha ispirato il titolo.

    IDEA #2 – Non puoi farcela da solo

    La seconda lezione del libro è “Se volete cambiare il mondo…trovate qualcuno che vi aiuti a pagaiare”. La verità è che non possiamo farcela da soli e tutti, prima o poi, abbiamo bisogno di un aiuto. Nel libro leggiamo:

    “Nel corso degli anni passati nei SEALS ho incontrato numerosi ostacoli, e ogni volta qualcuno si è fatto avanti per darmi una mano: qualcuno che ha avuto fiducia nelle mie capacità, ha visto del potenziale dove altri non l’avrebbero visto, ha messo a rischio la propria reputazione per far avanzare la mia carriera. Non ho mai dimenticato queste persone, e so che tutti i traguardi che ho raggiunto nella vita sono stati resi possibili dall’aiuto degli altri”.

    — William McRaven

    Il nostro successo dipende dalle persone che ci circondano: parenti, amici, soci, partner e colleghi sono una parte importante della nostra vita ed otterremo migliori risultati se ci facciamo aiutare anche da loro. Non possiamo far muovere la barca della vita da soli: dobbiamo pagaiare (remare) con altre persone.

    IDEA #3 – Misura le persone dalla grandezza del cuore

    Per illustrarci questa terza lezione, l’autore ci racconta la storia di Tommy Norris, un aspirante soldato del corpo dei “navy seals” che era stato quasi cacciato dall’addestramento, perché dicevano che era troppo piccolo, troppo magro e non abbastanza forte.
    Si sbagliavano: Norris non solo completò l’addestramento ma divenne una leggenda all’interno del suo corpo, grazie alla sua resilienza ed al suo coraggio. A volte giudichiamo una persona dal suo aspetto fisico o ci formiamo un’opinione troppo basata sulle apparenze e prime impressioni. È sbagliato perché l’unica forza che conta davvero è quella che abbiamo dentro di noi. L’autore spiega sintetizza la lezione.

    Norris dimostrò a tutti che si sbagliavano e provò ancora una volta che a contare non sono le dimensioni delle pinne, ma solo la grandezza del cuore.”

    — William McRaven

    IDEA #4 – Vai avanti anche se la vita non è giusta

    Un’altra grande lezione di cui tutti abbiamo probabilmente già fatto l’esperienza è che la vita non è giusta. Ci saranno periodi duri, momenti complicatissimi ed eventi che rischieranno di metterci al tappeto.
    In queste occasioni, è facile voler dare la colpa a qualche fattore esterno come la sfortuna e lamentarsi. Nulla di più sbagliato.

    “Certe volte, per quanto vi sforziate o per quanto siate bravi, vi ritrovate lo stesso a essere uno sugar cookie*. Non lamentatevi. Non incolpate la sfortuna. Rimanete a testa alta, guardate al futuro e andate avanti!”

    — William McRaven

    Si tratta forse di uno dei miei insegnamenti preferiti del libro: essendo un grande fan dello stoicismo, non posso non vederci un collegamento con le idee di questa corrente filosofica. In molti passaggi dei suoi “Pensieri”, Marco Aurelio spiega che non possiamo evitare le avversità della vita, ma che possiamo e dobbiamo sempre raddrizzarci dopo aver subito un brutto colpo.

    * Non avevo capito a cosa si riferisse McRaven e dopo qualche ricerca ho trovato che l’autore si riferisce ad una punizione che un apprendista Navy Seal riceve, a volte senza provocazione, per vedere quanto sia resistente. In questi casi si dice probabilmente che la persona scelta è lo “sugar cookie” (biscotto di zucchero) che si farà mangiare dai superiori.

    IDEA #5 – Usa i fallimenti per diventare più forte

    Ed ecco un’altro insegnamento di ispirazione stoica: l’insuccesso deve renderti più forte. Trasformare gli ostacoli in opportunità di crescita è una delle grande lezioni di Marco Aurelio e dello stoicismo.
    McRaven ha dovuto subire il terribile addestramento dei corpi speciali americani (se hai visto “Full Metal Jacket”, sai a cosa mi riferisco). Un giorno l’istruttore di nuoto disse a McRaven ad un suo compagno “Non penso che ce la farete. Non penso che avete il necessario per diventare ufficiali dei navy seals”.
    A quel punto iniziarono le vere noie per i due, perché dovettero partecipare al “circus”, ossia due ore di esercizi fisici supplementari alla fine della giornata, il cui obiettivo era logorarli e spingerli ad abbandonare l’addestramento.

    McRaven ed il suo compagno usarono queste estenuanti prove supplementari come occasioni per diventare più forti e resistenti ed alla fine riuscirono a completare con successo il loro corso di addestramento. Non bisogna avere paura degli ostacoli e dei fallimenti. Come direbbe il filosofo Nietzsche: “Quello che non ci uccide, ci rende più forti”.

    IDEA #6 – Osa il massimo

    La nostra esistenza è una lotta continua e per raggiungere il nostro pieno potenziale non dobbiamo avere paura dei fallimenti o delle difficoltà. McRaven ci avverte:

    “Se non mettete alla prova i vostri limiti, scegliendo ogni tanto di buttarvi giù dalla corda a capofitto, se non osate il massimo, non saprete mai che cosa è veramente possibile nella vostra vita”.

    — William McRaven

    Il messaggio è che dobbiamo provarci sempre e comunque: anche se l’obiettivo sembra troppo alto e difficile da raggiungere. Se non osiamo il massimo, non possiamo ottenere il massimo.

    IDEA #7 – Tieni testa ai prepotenti

    Non dovremmo mai arretrare davanti agli “squali”. Nella nostra vita, incontreremo di sicuro degli squali, ossia dei prepotenti. Li incontreremo nei cortili della scuola, sul posto di lavoro e persino a capo di una nazione1. Per McRaven, i prepotenti sono tutti uguali:

    “I prepotenti ottengono la loro forza dalle persone timide e pavide. Sono come gli squali, capaci di percepire la paura nell’acqua. Gireranno in cerchio per vedere se la vittima si difende. Cercheranno di capire se è debole. Se non trovate il coraggio di tener loro testa, vi colpiranno”. 

    Per tener testa ai prepotenti, bisogna avere tanto coraggio. Questo coraggio è dentro ognuno di noi: se scaviamo a fondo, ne troveremo in abbondanza.

    IDEA #8 – Dimostrati all’altezza

    Anche nei momenti più bui della vita, dobbiamo dimostrarci all’altezza della situazione. Avendo, partecipato a varie operazione speciali, l’ammiraglio McRaven si è dovuto spesso confrontare con la morte dei suoi compagni. E ogni volta ha dovuto trovare la forza di andare avanti. Nel libro leggiamo:

    “A un certo punto tutti noi dovremo affrontare un momento buio nella vita. Potrà essere la scomparsa di una persona cara o qualcos’altro che ci annichilisce e ci lascia a domandarci che cosa ne sarà di noi. In quel momento buio, attingete alla profondità della vostra anima e date il meglio di voi”.

    — William McRaven

    Ancora una volta, possiamo notare un collegamento con lo stoicismo. Come ci spiegherebbe Epitteto, non possiamo controllare gli eventi negativi della nostra vita, ma solo il modo in cui li affrontiamo. Pensiamo a Marco Aurelio, che vide morire in tenera età 4 dei suoi figli: la vita non è eterna e ciascuno di noi deve accettare e superare i momenti bui della vita, diventando “saldo come lo scoglio su cui si infrangono incessanti i flutti”2.
    È proprio in questi momenti più che dobbiamo il meglio di noi stessi.

    IDEA #9 – Dai speranza alle persone

    Si tratta di una lezione appresa dall’autore durante la “settimana dell’inferno”, una delle fasi più dure e determinanti dell’addestramento dei Navy Seals. Lo scopo di questa terribile fase era eliminare i più deboli.

    Dopo la corsa su lunga distanza, le nuotate in mare aperto, percorsi ad ostacoli e sessioni interminabili di ginnastica e canottaggio, arrivò uno dei momenti più duri: allenarsi nel fango. Ad un certo punto il gruppo era esausto, dolorante e paralizzato dal freddo, con il fango fino al collo. Il gruppo stava per mollare ed arrendersi, ma di un colpo uno dei compagni di McRaven iniziò a cantare. Gli altri seguirono il suo esempio e riuscirono a darsi forza a vicenda, resistendo sino alla fine. Quel giorno, l’autore imparò una grande lezione:

    Avevamo imparato un’altra lezione importante: il potere di un singolo di compattare il gruppo, il potere che ognuno di noi ha di ispirare i compagni, di dare loro speranza. Se quella persona poteva cantare immersa nel fango fino al collo, allora potevamo farlo anche noi. Se quella persona era in grado di resistere, allora ne eravamo in grado anche noi”.

    — William McRaven

    Capita a tutti nella vita di ritrovarsi immersi nel fango fino al collo. Sono momenti difficili, in cui la tentazione è appunto mollare. Ma è proprio in queste situazioni che dobbiamo resistere, cantare ad alta voce e dare forza non solo a noi stessi ma anche a colore che ci circondano.

    “Tutti noi ci ritroveremo immersi nel fango fino al collo, prima o poi. Quello è il momento di cantare a voce alta, di fare un gran sorriso, di tirare su quelli che ci circondano e dar loro la speranza che domani sarà un giorno migliore”.

    — William McRaven

    IDEA #10 – Non mollare mai

    Durante il primo giorno di addestramento dei Navy Seal, l’istruttore comunicò che al gruppo di cui faceva parte l’autore che i prossimi sei mesi sarebbero stati terribilmente duri. Era il primo giorno del corso di addestramento più duro dell’esercito degli Stati Uniti. Ma ad ogni momento, ci sarebbe stata una via d’uscita: sarebbe bastato suonare una campanella tre volte per ottenere una facile via d’uscita: andarsene e mollare. Ovviamente per McRaven non bisogna mai “suonare la campana”. Nel libro leggiamo:

    “Di tutte le lezioni che ho imparato durante l’addestramento dei SEALS, questa è la più importante. Non mollare mai. Non sembra particolarmente profondo, eppure la vita ti mette di continuo in situazioni dove mollare sembra tanto più facile che tener duro. Dove le probabilità sono così sfavorevoli che rinunciare sembra la cosa più ragionevole”.

    — William McRaven


    Nel corso della sua carriera, l’ammiraglio McRaven ha tratto ispirazione dagli uomini e dalle donne che si sono rifiutati di arrendersi. La lezione più preziosa gli fu data un giovane ranger dell’esercito conosciuto in un ospedale in Afghanistan. Dopo aver calpestato una mina, aveva perso le gambe ed aveva ustioni e ferite su tutto il corpo. Quando McRaven sin avvicinò al suo letto per consolarlo, il ragazzo gli mimò con il linguaggio dei segni “starò bene”.
    Il giovane ranger se la cavò, in effetti, ed un anno dopo l’autore lo incontrò ad un cerimonia militare: aveva attraversato sofferenza mostruose ed aveva dovuto fare i conti con il suo handicap, ma nonostante tutto sorrideva, rideva, scherzava e come promesso stava bene. Non aveva mai mollato.

    Si tratta di un esempio di grande ispirazione per l’autore: la vita è difficile ma se passiamo la giornata a lamentarci e maledire il destino, allora sarà persino più difficile. Se all’opposto, rifiutiamo di rinunciare ai nostri sogni e affrontiamo le difficoltà a testa alta, allora potremo fare della vita ciò che vogliamo. Anche noi, come i soldati dell’addestramento dei Navy Seals, non dovremmo mai “suonare la campana” di chi molla.

    Conclusioni su “Fatti il letto”

    Per concludere, “Fatti il letto” ci sprona a mettere in pratica una serie di lezioni per vivere la vita che vogliamo e raggiungere i nostro obiettivi. La vita non è giusta e spesso falliremo ma se affrontiamo i prepotenti, reagiamo di fronte alle difficoltà e non rinunciamo mai e poi mai, allora potremmo cambiare la nostra vita in meglio “e forse anche il mondo”, aggiunge l’autore.

     

    💡 Se apprezzi questo tipo di libri, puoi dare un’occhiata alla mia sintesi e recensione diNiente può fermarti (Can’t hurt me) di David Goggins

    Recensione di “Fatti il letto” di William McRaven

    Lo dico subito: è un libro che non mi ha impressionato e mi aspettavo di sicuro qualcosa di più, visto l’enorme successo e le recensioni positive trovate online. Credo che sia diventato un best-seller in parte per il grande fascino esercitato dall’addestramento praticato nei corpi speciali degli Stati Uniti ed in parte per l’impressionante carriera militare dell’autore, un comandante multi-decorato che ha preso parte in missioni molto famose.

    Detto questo “Fatti il letto” non è privo di aspetti interessanti (altrimenti non ne avrei parlato sul mio blog): innanzitutto è molto corto e scorrevole (tanto che si legge in qualche ora e sarà una facile lettura per chi è meno allenato). Gli aneddoti e gli episodi sono molto interessanti e appassionanti (soprattutto se il mondo dell’addestramenento militare ti affascina, come nel mio caso). E poi la maggior parte delle lezioni sono di grande ispirazione (anche se molte risultato un po’ ripetitive e banali). Come già evidenziato, ho ritrovato echi di lezioni già riscontrate in altri libri di crescita personale e all’interno dello stoicismo.
    Per concludere, si tratta di un libricino motivazionale che non dispiace affatto leggere e che, a tratti, riesce nell’intento di ispirare e motivare il lettore.

    Ecco i voti della mia recensione di “Fatti il letto” di William McRaven:

    Utilità 3 / 5
    Facilità di lettura 4 / 5
    Rapporto tempo/benefici 3.5 / 5
    Media 3.5 / 5

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    Fonti e riferimenti

    1. Nel libro, McRaven fa riferimento a Saddam Hussein, considerato da molti un sanguinario dittatore. L’autore prese, infatti, parte all’operazione che condusse alla cattura di Saddam Hussein, nel corso della guerra in Iraq.
    2. Per approfondire si legga la mia sintesi del capolavoro di Marco Aurelio.

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