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L’era della dopamina di Anna Lembke: curare una nuova forma di dipendenza

    L’era della dopamina è un libro scritto da Anna Lembke, docente di psicologia a Stanford ed esperta nel campo delle dipendenze. L’era della dopamina spiega che una delle dipendenze più potenti e preoccupanti degli ultimi anni riguarda appunto la dopamina, il neurotrasmettitore comunemente associato al piacere. Oggi ti propongo una breve recensione del libro di Anna Lembke.

    Tempo di lettura: 7 minuti

    La scheda del libro “L’era della dopamina” di Anna Lembke

    L'era della dopamina - Copertina dell'edizione italiana
    La copertina dell’edizione italiana di “L’era della dopamina” di Anne Lembke (edito da Roi Edizioni).

    Titolo italiano: L’era della dopamina. Come mantenere l’equilibrio nella società del «tutto e subito»
    Titolo in inglese: Dopamine Nation. Finding Balance in the Age of Indulgence
    Anno: 2021 (USA), 2018 (Italia)
    Numero di pagine: 286
    Categoria: Psicologia, benessere
    Link per acquistare il libro :
    Amazon (versione italiana)
    Il Giardino dei libri (versione italiana)

    Per chi è “L’era della dopamina” di Anna Lembke

    L’era della dopamina è una lettura molto interessante per:

    • chi vuole capire cosa sia la dopamina e come influenza i nostri comportamenti;
    • il genitore che vuole capire come proteggere i propri figli dall’eccessivo consumo di dopamina;
    • le persone che si sentono dipendenti rispetto a smartphone, social network e reti sociali.

    Il libro in un paragrafo: la trama di “L’era della dopamina”

    Viviamo nell’era della dopamina, un’epoca in cui riceviamo costantemente dosi di questo potente neuro-trasmettitore associato al piacere. Tuttavia, esiste un lato oscuro della dopamina: la somministrazione e la disponibilità eccessive di questa sostanza creano una sorta di dipendenza.
    Come tutte le dipendenze anche quella da dopamina va analizzata e curata facendo tesoro degli insegnamenti della scienza e la saggezza associata al recupero di altri tipi di dipendenza.

    L’autore: Chi è Anna Lembke

    Anna Lembke, autrice de "l'era della dopamina"
    Anna Lembke, autrice de “L’era della dopamina”

    Anna Lembke è una rinomata esperta sul tema delle dipendenze, tema al quale ha dedicato centinaia di articoli e saggi. È docente di Psichiatria alla Stanford University School of Medicine e direttrice della Stanford Addiction Medicine Dual Diagnosis Clinic.
    Nel 2016 ha pubblicato il suo primo libro “Drug Dealer, MD: How Doctors Were Duped, Patients Got Hooked, and Why It’s So Hard to Stop” che indaga il rapporto tra la prescrizione di farmaci oppioidi e lo sviluppo di tossicodipendenze. Nel 2021 è seguito il secondo libro “The Dopamine Nation”, tradotto in italiano con il titolo “L’era della dopamina”.

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    L’era della dopamina: le idee principali

    Introduzione

    Il punto di partenza del libro di Anna Lembke è che oggi siamo tutti esposti in modo eccessivo a stimoli altamente gratificanti che stanno creando una vera e propria dipendenza.

    Lo smartphone è una sorta di “ago ipodermico” della contemporaneità che somministra “dopamina digitale”, ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette, a una generazione sempre connessa.

    — Anna Lembke (in “L’era della dopamina”)

    Di fronte questa situazione, è importante considerare quella dalla dopamina come una vera e propria dipendenza. “L’era della dopamina” intende offrire soluzioni pratiche per gestire il consumo compulsivo di stimoli che favoriscono la produzione di dopamina.

    Parte I – La ricerca del piacere

    Nella prima parte del libro, l’autrice spiega che siamo entrati in un’era ed economia della dopamina, che sta generando una nuova forma di dipendenza rispetto alle cosiddette “droghe digitali”, tra le quali troviamo pornografia online, gioco d’azzardo, videogiochi, social media ed internet.
    La dopamina è un potente neuro-trasmettitore associato al piacere. Proprio come avviene con le droghe, la dopamina genere assuefazione per cui la desideriamo in dosi sempre maggiori. Per questo, alcune persone cercano disperatamente di ottenere i loro “mi piace” sui social: anche perché come per il gioco d’azzardo, la ricompensa è sempre imprevedibile e capricciosa.

    Esiste poi una sorta di equilibrio tra piacere e dolore per cui ciò che a verso il piacere deve poi ritornare sul versante del dolore. Molte persone hanno bisogno di dopamina perché il loro equilibrio si è spostato troppo verso il dolore o verso il piacere.

    Come spiega l’autrice:

    “Con l’esposizione prolungata e ripetuta a stimoli piacevoli, la nostra capacità di tollerare il dolore diminuisce e, invece, la nostra soglia del piacere si innalza. L’effetto finale è che ora abbiamo bisogno di sempre più ricompense per provare piacere, e di lesioni meno rilevanti per provare dolore.

    — Anna Lembke (in “L’era della dopamina”)

    Parte II – Autoimporsi dei vincoli

    Nella seconda parte, l’autrice illustra una serie di metodi per limitare il consumo compulsivo di stimoli che producono dopamina. Per la Lembke, si tratta di una questione urgente, perché come scrive nel libro:

    le “droghe digitali”, come, per esempio, gli smartphone, sono tanto presenti in ogni momento della nostra vita, comprendere come moderarne l’uso, per noi stessi e per i nostri figli, è diventata una questione urgente.

    — Anna Lembke (in “L’era della dopamina”)

    Secondo l’autrice, esistono essenzialmente 3 strategie per combattere le dipendenze:

    1. strategie fisiche (spazio): ad esempio, ridurre la taglia del proprio stomaco per combattere un consumo compulsivo di cibo;
    2. strategie cronologiche (tempo): ad esempio, stabilire la regola di consultare lo smartphone solo in determinati momenti della giornata;
    3. strategie categoriali (significato): rientrano in questa famiglia le diete che vietano una determinata categoria di alimenti.

    L’autrice ci mette anche in guardia rispetto alla prescrizione di antidepressivi perché dati recenti mostrano che anch’essi creano una sorta di dipendenza per i pazienti che iniziano ad assumerli.

    Parte III – La ricerca del dolore

    Nella terza parte del libro, leggiamo che il dolore può essere una forma di terapia. In questo senso, le docce fredde, il digiuno intermittente e l’esercizio fisico sono maniere di sfruttare il dolore per ottenere degli effetti benefici. Esporsi moderatamente e regolarmente al dolore può aiutarci a raggiungere un equilibrio tra piacere e dolore e di conseguenza curare la nostra dipendenza rispetto alla dopamina.

    Nella cura delle dipendenze, un ruolo importante è giocato dall’onestà radicale. Gli Alcolisti Anonimi reputano che sia molto importante prendersi la responsabilità delle proprie azioni ed essere onesti con se stessi e gli altri membri del gruppo (rispetto ad eventuali cedimenti rispetto all’alcol). Nel libro leggiamo:

    I miei pazienti mi hanno insegnato che l’onestà incrementa la consapevolezza, determina relazioni più soddisfacenti, ci rende responsabili di una narrazione più autentica e rinforza la nostra capacità di differire la gratificazione. Potrebbe persino prevenire il futuro sviluppo della dipendenza.

    — Anna Lembke (in “L’era della dopamina”)

    Per uscire dalle dipendenze, possiamo utilizzare a nostra favore la “vergogna prosociale”, una forma di vergogna rispetto che ci aiuta ad evitare certi comportamenti perché non vogliamo deludere o fare brutta figura con gli altri.

    La vergogna prosociale si basa sull’idea che la vergogna sia utile e importante anche per le comunità che prosperano. Senza vergogna, la società sprofonda nel caos. Quindi, provare vergogna per i comportamenti trasgressivi è appropriato e positivo.

    — Anna Lembke (in “L’era della dopamina”)

    Tendiamo a pensare che la vergogna sia qualcosa di negativo, ma la vergogna prosociale è uno strumento molto efficace per limitare certi comportamenti e combattere le dipendenze.

    Conclusione

    Nella conclusione del suo testo, l’autrice ci invita ad affrontare le nostre paure e combattere le dipendenze attraverso la strategia dell’equilibrio piacere-dolore e mettendo in pratica una serie di pratiche salutari.
    Si tratta di un percorso abbastanza lungo, da compiere ogni giorno e che produce risultati sul medio-lungo termine. Non possiamo scappare dal mondo: l’unico modo per farcela è affrontare le nostre dipendenze.

    Recensione di “L’era della dopamina” di Anna Lembke

    “L’era della dopamina” è un libro molto interessante perché tocca nel vivo di una soluzione scottante: la nostra dipendenza rispetto a strumenti ormai diventati banali ma non per questo meno pericolosi. Anna Lembke ci spiega che l’abuso di dopamina può creare problemi simili ad altre dipendenze considerate più gravi quali alcool, sesso, gioca d’azzardo e droghe.
    Nel mondo el “tutto e subito”, il libro della Lembke sembra necessario per proteggere noi stessi ed i nostri figli e nipoti da una società in cui sembra sempre più necessario ristabilire un equilibrio per non drogarsi di dopamina attraverso i nostri smartphone e dispositivi.

    Uscire da questa dipendenza è possibile, anche perché possiamo avvalerci delle esperienze maturate confrontandosi con altri tipi di dipendenza. Un libro che apre gli occhi di fronte ad una realtà che sembra più pericolosa di quanto si pensi.

    Ecco i voti della mia recensione a “L’era della dopamina” di Anna Lembke:

    Utilità4.1 / 5
    Facilità di lettura4.3 / 5
    Rapporto tempo/benefici4.2 / 5
    Media4.2 / 5

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