Come ricordare quello che si legge

Come ricordare ciò che si legge

Ricordare quello che si legge è fondamentale, soprattutto quando leggiamo in un’ottica di crescita e miglioramento. Molte persone mi chiedono come riesco a leggere un libro a settimana: in realtà, la vera sfida che ho dovuto affrontare non è tanto leggere molto ma piuttosto trovare dei modi per ricordare ciò che leggo. Dopo tutto, scelgo soprattutto libri che mi permettono di imparare nuove cose (ad esempio i libri di crescita personale). La mia priorità oggi non è quindi leggere molto ma piuttosto trarre il massimo da quello che leggo estrapolandone e memorizzandone i concetti chiave.
Dopo vari test ed esperimenti, ho individuato le migliori tecniche per ricordare quello che si legge.

4 tecniche efficaci per ricordare quello che si legge (il mio metodo)

Esistono molti metodi per ricordare ciò che leggiamo: ho voluto elencare quelli che si sono rivelati più utili partendo dal più efficace al meno efficace. La base del mio metodo personale si concentra su 4 tecniche per ricordare quello che si legge: riassumere, sottolineare, prendere appunti e applicare & ripassare ciò che leggo.

Riassumere quello che leggi (riassunti, checklist, mappe mentali…)

La tecnica che ha funzionato meglio per me e che ritengo più efficace in generale è riassumere i libri che leggo. In pratica, anni fa ho iniziato a crearmi dei riassunti che mi permettono di rielaborare e fare mie le lezioni chiave delle mie letture (puoi iscriverti su questa pagina per riceverne alcuni in regalo). Un altro grande vantaggio è la possibilità di poter consultare i propri riassunti a distanza di settimane/mesi/anni: riaprire l’intero libro ci prenderebbe molto tempo, mentre rileggere il nostro riassunto sarà abbastanza veloce.

La lunghezza dei miei riassunti dipende dalla densità e dall’utilità del libro:
per i libri ricchi di insegnamenti e che ritengo particolarmente utili sintetizzo tutto in 10-15 pagine. Per gli altri, i riassunti sono molto più succinti e a volte non sento il bisogno di andare al di là di una semplice paginetta con una elenco numerato delle idee principali.
Il riassunto è, infatti, sola una delle tante forme di memoria esterna che possiamo utilizzare: c’è chi preferisce costruirsi della mappe mentali, chi elabora degli elenchi o checklist o chi appunta delle idee.

In ogni caso, vari studi hanno dimostrato che usare un aiuto esterno per memorizzare è molto più efficace che affidarsi alla propria memoria, tanto da poter compensare i problemi di memoria che scaturiscono in seguito ad un trauma o una malattia 1
Il mio grande consiglio è quindi usare una qualche forma di memoria esterna: per i riassunti è possibile o farli da solo o procurarsi delle sintesi già fatte da altri. Nel primo caso possono essere necessarie dalle 2 alle 5 ore per fare un buon riassunto.

Sottolineare le parti più importanti (o che vuoi memorizzare)

Come ricordare quello che si legge: sottolineare

Si tratta di un’abitudine che avevo preso durante gli anni dell’università: mentre leggo, sottolineo una parte dei contenuti letti con 3 obiettivi principali:

  • mantenere alta la concentrazione (l’azione di sottolineare ti obbliga ad avere una relazione attiva con ciò che leggi)
  • individuare le parti più importanti eliminando il superfluo e le ripetizioni
  • iniziare a memorizzare i concetti chiavi del libro (mi servo delle parti sottolineate per preparare più velocemente i miei riassunti).

È importante ricordare che puoi sottolineare sia i libri cartacei (con il classico evidenziatore) sia gli ebook perché quasi tutti i programmi usati sugli eReader e tablet includono questa opzione. L’ebook ha il vantaggio di permetterti di fare un copia ed incolla delle parti sottolineate. In particolare, se usi un Kindle ti basta visitare il tuo quaderno degli appunti online per ritrovare tutto quello che hai sottolineato.

Prendere appunti

Come ricordare ciò che si legge: prendere appunti

Un’altra tecnica particolarmente efficace per ricordare quello che si legge è prendere appunti durante la lettura. Esistono varie possibilità per appuntarsi le idee che ci vengono mentre leggiamo:

  • scrivere direttamente sulle pagine
  • aggiungere dei post-it sulle pagine
  • appuntare tutto nelle pagine bianche che troviamo in ogni libro
  • aggiungere gli appunti su un supporto esterno (un quaderno, bloc-notes oppure un programma come Google Docs, Word, Evernote, Notion e simili)

Personalmente non amo scrivere sui libri e quindi se sto leggendo il formato stampato allora aggiungo dei post-it, mentre se sono su un ebook scrivo tutto su Evernote (ho un taccuino con tutti i riassunti e prendere appunti mi serve più tardi per preparare le mie sintesi più velocemente).

Questa tecnica funziona perché ci permette ancora una volta di instaurare un rapporto attivo con quello che stiamo leggendo: i nostri appunti possono servire per fare dei collegamenti mentali, per annotare idee correlate ma anche per rielaborare quello che abbiamo appena letto.
L’atto di appuntare ci permette, inoltre, di coinvolgere la cosiddetta memoria cinestetica, ossia quella legata al movimento ed ai sensi. La conseguenza è che in questo modo usiamo più tipi di memoria allo stesso tempo.

Applicare e ripassare ciò che si legge

Una volta terminata la lettura di un libro pratico, è importante chiedersi come potremo applicarne gli insegnamenti principali nella nostra vita, tanto nella sfera professionale che personale.
È una fase importante del processo di memorizzazione perché applicare ciò che abbiamo letto ci permette di consolidarlo nella nostra memoria. Questa tecnica può essere utilizzata già nel momento in cui scegliamo un determinato libro: sempre meglio concentrarsi su argomenti che ci interessano in quel determinato momento. Se vogliamo investire tra 3 anni (magari perché stiamo finendo l’università), è probabilmente meno efficace iniziare a leggere sull’educazione finanziaria. Senza una rapida applicazione pratica, i concetti appresi saranno pian piano dimenticati.

Se non puoi applicare rapidamente ciò che hai letto, allora dovresti sforzarti di ripassare regolarmente quello che leggi: è qui che i riassunti, le mappe mentali, le sottolineature ed i tuoi appunti si rivelano preziosissimi. Invece di dover andare a rileggere l’intero libro, questi supporto esterni di offrono la possibilità di rivedere velocemente.
La ripetizione è la chiave dell’apprendimento. Come dimostrato da Ebbinghaus con la sua tecnica della ripetizione dilazionata o spaziata, ripetere ad intervalli regolari ci permette di memorizzare quanto appreso nella nostra memoria a lungo termine.

Consigli utili per memorizzare quello che si legge

Vediamo adesso una serie di trucchetti e consigli che puoi mettere in pratica per ricordare quello che leggi. Non li applico tutti ma ne parlo perché o ho potuto constatarne direttamente l’efficacia oppure ho letto degli studi che ne confermano la validità.

Concentrarsi ed evitare distrazioni

Nell’era delle interruzioni non è superfluo ricordare che la concentrazione è fondamentale quando ci dedichiamo ad un’attività impegnativa come quella di leggere. La capacità di concentrarsi è merce sempre più rara tanto e le persone capaci di dedicarsi anima e corpo ad una precisa attività mentale sembrano già avere una marcia in più. È Cal Newport a sottolinearlo nel suo “Deep Work” che nell’edizione italiana è stato tradotto “Minimalismo Digitale”). Il primo passo per concentrarci è ovviamente evitare le distrazioni ed interruzioni: mettere il telefono su “Non disturbare” o “Silenzioso” è un primo prezioso accorgimento. Se usi un tablet, dovrai vincere la tentazione di collegarti ad internet interrompendo la tua lettura. In questo senso i libri cartacei sembrano più immuni rispetto alle distrazioni.
Come detto, sottolineare può essere un buon metodo per mantenere alta la concentrazione, ma possiamo generalizzare includendo tutte le attività che ci permettono di leggere attivamente. Avere un rapporto attivo con quello che stiamo leggendo (ad esempio prendere appunti e riassumere quanto letto) aiuta dunque la memorizzazione.

Leggere ad alta voce (o ascoltare la versione audio di un libro/riassunto)

Audiolibri per ricordare quello che leggiamo

Se quando leggi nella tua mente ti capita di divagare e di perdere il filo, un altro buon metodo per concentrarti è leggere ad alta voce. Non è sempre possibile ma quando puoi farlo, sappi che la lettura ad alta voce evita questo fastidioso problema. Quando leggi ad alta voce, inoltre, utilizzi la memoria uditiva oltre a quella visiva, rafforzando in questo modo il processo di memorizzazione.
Alcune persone consigliano di registrarti mentre leggi ad alta voce per poter riascoltarsi in seguito e sfruttare la memoria uditiva. Penso che ci si possa risparmiare la fatica procurandosi direttamente la versione audio del libro: gli audiolibri sono, infatti, sempre più diffusi.

Per i riassunti, invece, l’idea mi sembra interessante ed è uno dei motivi per cui metto a disposizione anche la versione audio dei miei riassunti. Alcuni iscritti ai corsi (che includono i miei riassunti) mi hanno detto che ascoltano la versione audio con la versione testuale dinanzi agli occhi, proprio in un’ottica di apprendimento e memorizzazione. Mi sembra un trucchetto molto astuto. Ma se bisogna scegliere tra lettura e l’ascolto di un libro, vari studino sottolineano che la memoria visuale può essere più efficace di quella uditiva 2.

Creare collegamenti

Un altro ottimo metodo per memorizzare quello che leggiamo è creare dei collegamenti con quanto abbiamo già letto. Vedrai che ad un certo punto inizierai a notare dei nessi e delle relazioni tra i vari libri che leggi. Soprattutto se ti capita di leggere più libri su un determinato argomento (cosa che ti consiglio se vuoi imparare più efficacemente). Se prepari delle mappe mentali dei libri, allora inserisci anche questi collegamenti perché è uno dei modi più potenti per memorizzare delle nozioni. L’idea è quella di fare tuoi i concetti appresi rielaborandoli a modo tuo.

Leggere libri cartacei

Nel mio articolo “Libro cartaceo o digitale: cosa usare per leggere / imparare”, ho voluto paragonare l’esperienza di lettura su ebook e libri cartacei. Ebbene, nel corso delle ricerche effettuate per scriverlo, ho scoperto che vari studi indicano che leggere sun libro cartaceo sarebbe più efficace in termini di comprensione e memorizzazione a lungo termine 3 Anche se alcuni risultati sembrano contrastanti, l’idea che il libro aiuti a ricordare quello che si legge non è solo abbastanza diffusa all’interno della comunità scientifica, ma anche confermata dalla logica. Studiare su un libro cartaceo coinvolge anche la memoria cinestetica, ossia quella legata al movimento e al tatto. Anche in termini di memoria visuale, il libro sembra avere una marcia in più: è abbastanza sorprendente ma quando ricordiamo qualcosa che abbiamo letto in un libro, siamo spesso in grado di dire se la pagina in questione si trova sulla sinistra o sulla destra 4.

Scegliere il momento più adatto per leggere

Leggere al mattino per memorizzare tutto quello che leggiamo

Se vuoi ricordare quello che leggi allora è importante dedicare a questa attività le ore in cui sei più concentrato e produttivo. Leggere prima di dormire può di certo essere un aiuto per il sonno, ma se siamo esausti è meglio leggere dei racconti o dei romanzi. Un libro di crescita personale o un manuale dal quale vogliamo imparare qualcosa sarà più impegnativo.

Come ben sottolinea, Daniel Pink nel suo “When. I segreti della scienza per scegliere il momento giusto”, le nostre performance cognitive variano moltissimo nel corso della giornata. In quest’ottica, la scelta del momento giusto per dedicarci ad una determinata attività può avere un grande impatto. Anche se esistono differenze individuali in proposito, per la maggior parte di noi la capacità di concentrazione, la forma mentale e persino la forza di volontà sono più forti nelle prime ore della giornata e diminuiscono progressivamente nel corso della stessa. In soldoni, per la maggior parte di noi è meglio leggere appena svegli o comunque al mattino (magari durante il nostro Miracle Morning).

Conclusioni su come ricordare quello che si legge

Per concludere, ricordare che si legge è fondamentale soprattutto se il tuo obiettivo principale quando leggi è imparare nuove cose e migliorare te stesso/a. Non dobbiamo compiere l’errore di pensare che ricorderemo tutto quello che leggiamo ed impariamo. Al contrario, possiamo essere certi che senza precisi accorgimenti, non memorizzeremo bene quanto leggiamo e/o lo dimenticheremo con il tempo. Per fortuna, con le tecniche ed i consigli appena esposti, potrai trarre il massimo dalla lettura e ricordare nel tempo tutto quello che impari leggendo.

Se ti interessa leggere di più e ricavare di più dalla lettura, ti consiglio questi articoli sull’argomento:

Buona lettura e buona memorizzazione!



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  1. “Using External Aids to Compensate for Memory and Organizational Problems Post-TBI”, Brainline. Teaching Research Institute, Western Oregon University.
  2. Neural circuits in Auditory and Audiovisual Memory, Plakke, B. , & Romanski, L. M. (2016). Neural circuits in auditory and audiovisual memory. Brain Research, 1640, 278–288. 10.1016
  3. The Reading Brain in the Digital Age: The Science of Paper versus Screens., Scientific American.
  4. Incidental memory for location of information in text, Journal of Verbal Learning and Verbal Behavior, Author links open overlay panel, Ernst Z.Rothkopf, Volume 10, Issue 6, December 1971, Pages 608-613.

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