Pensavo di iscrivermi a un corso di tennis per imparare uno sport. In realtà mi sono ritrovato con un corso accelerato di crescita personale. Da qualche anno gioco regolarmente e, partita dopo partita, mi sono reso conto di una cosa curiosa: quasi tutto ciò che imparo sul campo si applica perfettamente anche alla vita di tutti i giorni. La racchetta è solo il pretesto. Sotto, c’è tutto il resto: come ci poniamo davanti agli obiettivi, come reagiamo alle sconfitte, come ci parliamo quando le cose si mettono male.
In questo articolo voglio condividere con te le 5 lezioni più importanti che il tennis mi ha insegnato finora. La cosa interessante, come vedrai, è che nessuna riguarda davvero il tennis.
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Lezione 1 – Gli obiettivi ci spingono verso l’alto
Seguo corsi di tennis da circa tre anni, ma è negli ultimi nove mesi che sento di aver fatto i progressi più grandi. E non è un caso: è più o meno da allora che ho iniziato a fissarmi dei piccoli obiettivi concreti.
All’inizio dell’anno scorso mi sono iscritto al mio primo torneo amatoriale, con un obiettivo preciso: vincere almeno una partita ufficiale. Mi ci sono volute quattro partite per riuscirci. Una volta raggiunto quel traguardo, me ne sono fissato subito un altro: passare il secondo turno. Poi migliorare la mia posizione in classifica. E così via.
È questo il potere di un obiettivo: ti dà una direzione e ti tira verso l’alto. Nel tennis come nella vita, se vuoi davvero migliorare hai bisogno di qualcosa verso cui andare, e possibilmente qualcosa di misurabile, così sai davvero se ti stai avvicinando o no. Un obiettivo vago come “voglio giocare meglio” non ti motiva. “Voglio vincere una partita di torneo” sì.
💡 Per approfondire il tema degli obiettivi, leggi: Obiettivi da raggiungere: come sceglierli efficacemente
Lezione 2 – I fallimenti sono fondamentali per migliorare
Giocando diverse partite ho constatato una cosa molto semplice: si impara molto di più dalle sconfitte che dalle vittorie.
Ho perso le mie prime tre partite di torneo. Eppure ognuna di quelle sconfitte è stata fondamentale per arrivare alla prima vittoria. Il motivo è quasi banale: quando vinci, tendi a goderti il risultato e basta. Quando perdi, invece, ti fermi a chiederti cosa è andato storto, cosa ha fatto meglio il tuo avversario, dove puoi migliorare. La sconfitta ti costringe a guardarti dentro, la vittoria no.
I fallimenti fanno parte della vita e non vanno letti solo in negativo. Nel tennis come nella vita possono diventare occasioni di crescita straordinarie, a patto di avere il giusto atteggiamento mentale. La differenza non è nel perdere o vincere, ma in cosa te ne fai di quella sconfitta il giorno dopo.
Lezione 3 – Il duro lavoro paga (quasi) sempre
Il tennis è uno sport molto tecnico. All’inizio mi sembrava impossibile riuscire a servire in modo decente o a tirare un rovescio che stesse in campo.
Poi sono arrivate ore e ore di allenamento. E, come succede spesso, ciò che sembrava impossibile è diventato normale. Prima i primi piccoli miglioramenti, poi qualche automatismo, infine risultati che all’inizio consideravo fuori portata.
Nel tennis come nella vita, il duro lavoro paga quasi sempre. Se ti alleni in modo serio e costante, i progressi arrivano. Magari lentamente, magari più tardi di quanto vorresti. Ma arrivano. Il problema è che la maggior parte delle persone molla proprio nella fase in cui i risultati non si vedono ancora, quella in cui stai già lavorando, ma il campo non te lo ha ancora restituito.
Lezione 4 – Mantieni un dialogo positivo con te stesso
Una cosa che mi ha colpito molto, giocando, è vedere quanti giocatori si parlano male durante una partita. Dopo un errore iniziano a insultarsi, criticarsi, scoraggiarsi.
Pensaci: nessuno permetterebbe a un’altra persona di rivolgersi a lui in quel modo. Eppure moltissime persone lo fanno continuamente con se stesse, dentro la propria testa.
Personalmente, cerco sempre di mantenere un dialogo interno positivo. Non perché mi creda un fenomeno, ma perché conosco il potere delle parole, soprattutto nei momenti difficili. Sono convinto che questo mi abbia aiutato molto nelle partite più complicate, quelle in cui sarebbe stato facile perdere fiducia e lasciarsi andare.
Come scrive Miguel Ruiz ne I quattro accordi:
“La parola è il più potente strumento a disposizione degli esseri umani. È lo strumento della magia. Ma come una spada a doppio taglio, può creare un sogno magnifico oppure distruggere tutto.”
Soprattutto quando parli a te stesso, usa questo strumento a tuo favore. Il modo in cui ti commenti dopo un errore, sul campo come nella vita , non è un dettaglio: è quello che decide se il punto successivo lo giochi con lucidità o con rabbia.
Lezione 5 – Non bisogna mollare mai
Per l’ultima lezione voglio raccontarti una partita che difficilmente dimenticherò.
Dopo aver vinto il primo set 6-3 contro un avversario del mio livello, perdo concentrazione e comincio a giocare peggio. Nel secondo set vado subito sotto 3-0. Reagisco, recupero fino al 3-3. Ma il mio avversario non molla e si porta sul 5-3. A quel punto mio figlio, che stava guardando la partita, mi dice: “Papà, mannaggia… perderai il set.”
Non so spiegarti perché, ma quella frase ha acceso qualcosa dentro di me. Da quel momento il mio avversario non ha più vinto un gioco.
5-4.
5-5.
6-5.
7-5.
Set e partita per me.
Mio figlio era felicissimo e anche piuttosto impressionato dalla rimonta. Come poi ho avuto modo di spiegargli, nel tennis come nella vita non è mai finita finché non è davvero finita.
Bisogna sempre trovare quelle energie, fisiche e mentali, che ci permettono di continuare a lottare, soprattutto quando le cose si mettono male. Perché molto spesso la differenza tra chi ce la fa e chi si arrende non è il talento. È la capacità di non mollare.
Conclusioni
Queste sono le cinque lezioni di crescita personale che il tennis mi ha insegnato fino a oggi: gli obiettivi che ci spingono verso l’alto, i fallimenti come occasioni di miglioramento, il valore del duro lavoro, il dialogo interiore positivo e la perseveranza.
E la cosa interessante è che nessuna di esse riguarda davvero il tennis. Parlano di obiettivi, sconfitte, impegno, di come ci parliamo dentro e di quanto siamo disposti a resistere. In altre parole, parlano della vita.
Un abbraccio e buona crescita!
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