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Il miracolo della presenza mentale di Thich Nhat Hanh: riassunto e recensione

    Il miracolo della presenza mentale è un libro di meditazione e mindfulness del monaco buddista Thich Nhat Hanh. Pubblicato nel 1987 e tradotto in 35 lingue, si tratta di uno dei libri più conosciuti di Thich Nhat Hanh, nonché uno dei migliori libri sulla mindfulness.
    In questo articolo, ti propongo un breve riassunto e la mia recensione de Il miracolo della presenza mentale.

    Tempo di lettura: 9 minuti

    La scheda del libro “Il miracolo della presenza mentale” di Thich Nhat Hanh

    Il miracolo della presenza mentale - Copertina italiana
    La copertina dell’edizione italiana de Il miracolo della presenza mentale” di Thich Nhat Hanh

    Titolo italiano: Il miracolo della presenza mentale
    Titolo in inglese: The Miracle of Mindfulness
    Autore: Thich Nhat Hanh
    Anno: 1987 (USA), 1992 (Italia)
    Numero di pagine: 122
    Categoria: Meditazione, mindfulness, spiritualità
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    Per chi è “Il miracolo della presenza mentale” di Thich Nhat Hanh

    Il miracolo della presenza mentale” sarà una lettura particolarmente utile per

    • le persone che vogliono avvicinarsi alla mindfulness (termine che può essere tradotto parzialmente con l’espressione “presenza mentale”);
    • chiunque voglia connettersi maggiormente con il momento presente;
    • chi vuole iniziare a meditare per sentirsi più sereno e felice.

    La trama di “Il miracolo della presenza mentale”: il libro in un paragrafo

    In ogni momento dovremmo praticare la presenza mentale, perché stiamo davvero vivendo solo quando siamo pienamente consapevoli del momento presente. La pratica della presenza mentale è fondamentale per la nostra vita e dovremmo sforzarci di trasformare ogni gesto quotidiano in un’occasione per praticare la mindfulness e la meditazione.

    L’autore: Chi è Thich Nhat Hanh

    Thich Nhat Hanh, autore di numerosi altri libri sul tema della meditazione.
    Thich Nhat Hanh, autore de “Il Miracolo della presenza mentale” e di tantissimi altri volumi
    sul tema della mindfulness, del buddismo e della spiritualità.

    Thích Nhất Hạnh (1926-2022) è stato un monaco buddista, poeta ed attivista per la pace nato in Vietnam. Considerato una delle figure più importanti per la diffusione del buddismo zen in occidente, nel corso della sua lunga vita ha militato molto per la pace e l’ecologia.

    I suoi oltre 100 libri sono stati letti da milioni di persone nel mondo e tradotti in decine di lingue. Tra i suoi libri più conosciuti troviamo “Fare pace con sé stessi”, “Il dono del silenzio” (di cui ho parlato in questo articolo), “Insegnanti felici cambiano il mondo”, “Trasformare la sofferenza”, “La pace è ogni passo”, “Quando bevi il tè stai bevendo le nuvole”, “Lo splendore del loto” e ultimo ma non meno importante “Il miracolo della presenza mentale” (di cui parliamo oggi).

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    Il miracolo della presenza mentale (riassunto in italiano): le idee principali

    In questo video e poi nell’ articolo-riassunto troverai i principali insegnamenti del libro:

    IDEA #1 – Pratica la presenza mentale

    Il filo conduttore de “Il miracolo della presenza mentale” è che in ogni momento dovremmo essere presenti a noi stessi e coscienti di quello che stiamo facendo. Persino durante le attività più banali come fare i piatti:

    Quando si lavano i piatti bisognerebbe soltanto lavare i piatti; il che significa che mentre si lavano i piatti bisognerebbe essere pienamente consapevoli di stare lavando i piatti. A prima vista può sembrare un po’ sciocco: perché insistere tanto su una cosa così banale? Ma è proprio questo il punto. Il fatto di essere qui a lavare queste scodelle è una meravigliosa realtà. Sono pienamente me stesso, seguo il mio respiro, conscio della mia presenza e conscio dei miei pensieri e delle mie azioni.”

    Nel libro Thich Nhat Hanh racconta che quando entrò in monastero, uno dei primi insegnamenti ricevuti fu proprio quello basato sul “Sutra della presenza mentale”1 che dice:

    “Quando cammina, il praticante dev’essere consapevole di camminare. Quando è seduto, il praticante dev’essere consapevole di stare seduto. Quando giace, il praticante dev’essere consapevole di giacere… Qualunque posizione assuma il corpo, il praticante dev’esserne consapevole. In tal modo il praticante vive in diretta e costante presenza mentale del corpo…”.

    L’autore precisa poi che la presenza mentale della posizione del corpo non basta perché dovremmo essere coscienti di ogni respiro, movimento, pensiero e sensazione ed in generale “di tutto quanto ci riguarda in un modo o nell’altro”.

    Se mentre mangiamo un mandarino e beviamo una tazza di tè, stiamo pensando ad altro, allora non stiamo veramente mangiando quel mandarino o bevendo quella tazza di tè. E più in generale, non stiamo veramente vivendo. Dovremmo in ogni momento concentrarci sul presente, evitando di farci risucchiare dal futuro e più in generale dai pensieri.

    IDEA #2 – Considera tutti i momenti che vivi come “tempo tuo”

    “Il miracolo della presenza mentale” si apre con un aneddoto che racchiude un insegnamento che è stato molto prezioso per me. Thich Nhat Hanh racconta che il suo amico Alan è venuto a trovarlo con suo figlio. Ad un certo punto Allan dice:

    “Ho scoperto un modo per avere molto più tempo. In passato, consideravo il tempo come se fosse suddiviso in tante parti distinte. Una parte la riservavo a Joey, un’altra era per Sue, un’altra la dedicavo ad Ana e un’altra ancora alle faccende domestiche. Quello che rimaneva era il mio tempo personale. (…)
    Ora invece cerco di non dividerlo più. Considero il tempo che passo con Joey e Sue come tempo mio. Quando aiuto Joey a fare i compiti cerco di fare in modo che il suo sia anche il mio tempo. Studio la lezione insieme a lui, mi godo la sua presenza e cerco di coinvolgermi in quello che facciamo. Il tempo dedicato a lui diventa il mio tempo. Con Sue è lo stesso. E il bello è che ora posso disporre di un tempo illimitato!”.

    Avendo due figli, questo passaggio mi ha colpito molto. Da quando l’ho letto, cerco sempre di considerare i momenti che trascorro con i miei figli e mia moglie come “tempo mio“. Non dico che sia facile, ma questo cambio di prospettiva è davvero prezioso per godersi tutto il tempo che ho a disposizione. Perché alla fine, i momenti che trascorriamo con le persone che amiamo sono speciali, anche quando richiedono impegno e fatica.

    IDEA #3 – Abbraccia il miracolo della presenza mentale

    La presenza mentale ci consente di vivere appieno ogni attimo della nostra vita. Nel libro leggiamo che non dobbiamo essere presenti mentalmente solo durante le sedute di meditazione. Dovremmo praticare la presenza mentale qui ed ora ed in generale nella nostra vita quotidiana. Quando facciamo i piatti, quando beviamo un tè o quando percorriamo un sentiero:

    Mi piace camminare da solo per i viottoli di campagna, fra piante di riso ed erbe selvatiche, poggiando un piede dopo l’altro con attenzione, consapevole di camminare su questa terra meravigliosa. In quei momenti, l’esistenza è qualcosa di prodigioso e misterioso. Di solito si pensa che sia un miracolo camminare sull’acqua o nell’aria. Io credo invece che il vero miracolo non sia camminare sull’acqua o nell’aria, ma camminare sulla terra“.

    Per praticare la presenza mentale è necessario concentrarsi su ciò che stiamo facendo in un determinato momento. La nostra attenzione dovrebbe essere totalmente concentrata sul compito del momento.

    La presenza mentale ci libera dalla distrazione e dalla dispersione e ci consente di vivere pienamente ogni istante. La presenza mentale ci consente di vivere”.

    Per praticare la presenza mentale è importante saper respirare e concentrarsi sul proprio respiro. Thich Nhat Hanh ci spiega vari metodi per utilizzare il respiro in questa chiave. A principianti consiglia, ad esempio, di contare i respiri e seguirli. Per calmarci, dovremmo invece rallentare e calmare il respiro.

    IDEA #4 – Trasforma ogni atto in un rito

    Praticare la presenza mentale nella nostra vita quotidiana ci spingerà a diventare consapevoli di tutte le nostre azioni, persino le più banali. L’autore ci invita a trasformare ogni gesto ed azione in una sorta di rito:

    “Tagliare la legna è meditazione. Portare l’acqua è meditazione. Siate consapevoli ventiquattr’ore al giorno, non solo durante l’ora che dedicate alla pratica formale, alla lettura dei testi o alla preghiera. Ogni atto va accompagnato dalla presenza mentale. Ogni atto è un rito, una cerimonia. Portare alla bocca la tazza di tè è un rito”.

    Questa idea mi è sembrato molto interessante, soprattutto per vivere appieno quei momenti in cui possiamo goderci al 100% quello che stiamo facendo (non pensando ad altro). Per questo motivo, personalmente ho smesso di ascoltare podcast quando mangio o prendere il caffè mentre lavoro o faccio altro. Quando pranzo, preferisco concentrarmi al 100% sui sapori, sulle sensazioni e sui gesti che compio per mangiare. Non giungerei fino a trasformare ogni mia azione in rito, ma mi sembra una buonissima idea usare questa tecnica per le cose che possono darci piacere e benessere.

    IDEA #5 – Dedica una giornata alla presenza mentale

    La presenza mentale andrebbe praticata ogni giorno ed ogni ora. Tuttavia, Thich Nhat Hanh è consapevole delle difficoltà a mettere in pratica tale consiglio e per questo invita il lettore ad istituire una giornata della presenza mentale.

    Ciascuno di noi dovrebbe ritagliarsi un giorno della settimana durante cui potersi dedicare alla pratica della presenza mentale. Per iniziare dovremmo escogitare un modo per ricordarci appena svegli che oggi è il giorno della presenza mentale

    Ricordandolo, forse sentirete nascere un sorriso che conferma la pienezza della vostra attenzione, un sorriso che nutre quell’attenzione perfetta“.

    Thich Nhat Hanh consiglia a chi è all’inizio della pratica di conservare il silenzio durante questa giornata. Ecco poi come potrebbe svolgersi la giornata:

    • All’ora di pranzo ci prepariamo da mangiare, conservando la consapevolezza mentre cuciniamo, mangiamo e laviamo i piatti.
    • Al mattino, dopo aver pulito e rassettato la casa, possiamo prepararci un tè da gustare con consapevolezza.

    Concedetevi tempo in abbondanza. Non bevetelo come si ingoia una tazzina di caffè durante una pausa dal lavoro. (…) Vivete il momento presente. Solo il presente è vita”.

    • Durante la giornata possiamo dedicarci alle nostre attività abituali, con l’impegno di viverle con consapevolezza e piena coscienza.
    • La sera possiamo dedicarla a varie attività: leggere, ricopiare testi, scrivere lettere agli amici o qualunque cosa ci piaccia fare. Ma qualunque cosa si faccia, dobbiamo farla con consapevolezza.
    • A cena meglio tenersi leggeri per poter praticare la meditazione più facilmente verso le 22 o 23.

    Per l’autore, ogni praticante dovrebbe avere la sua giornata della presenza mentale, perché essa è di importanza vitale.

    IDEA #6 – Medita

    Meditare è importante prima di tutto per ciascuno di noi ha bisogno di sperimentare la quiete profonda. Ecco qualche consiglio per meditare:

    • adotta la posizione del loto (seduti a terra, con gambe incrociate che toccano il pavimento e braccia distese in avanti)
    • tieni la schiena dritta
    • conservare un mezzo sorriso
    • ora cominciate a seguire il respiro rilassando tutti i muscoli.

    L’autore consiglia ai principianti di non andare oltre i 20-30 minuti di meditazione all’inizio. La tecnica per ottenere la quiete perfetta è molto semplice: osservare il respiro e lasciar andare tutto il resto.

    Per le persone che fanno fatica può essere d’aiuto meditare sull’immagine di un sassolino nell’acqua:

    “Immaginate di essere un sassolino gettato nel fiume. Il sassolino affonda nell’acqua senza sforzo. Distaccato da tutto, copre la distanza più breve e infine raggiunge il fondo, il punto di massima quiete. Siete come un sassolino che si è lasciato cadere nel fiume, dimentico di tutto. Al centro del vostro essere c’è il respiro. (…) Quando vi sentirete come un sassolino che riposa sul letto del fiume, comincerete a trovare la quiete dentro di voi.

    Per l’autore, questi momenti di meditazione sono fondamentali per poter vivere il presente:

    “Se non trovate la gioia e la pace nei momenti in cui vi sedete a meditare, il futuro stesso vi sfuggirà fra le dita come un fiume che scorre e non riuscirete a trattenerlo, non saprete viverlo quando diventerà presente”.

    Ancora una volta, il respiro è fondamentale per meditare. Thich Nhat Hanh ci parla di “presenza mentale del respiro”, un pratica che serve non solo a scacciare pensieri estranei rispetto al presente, ma soprattutto ad unificare mente e corpo ed aprire le porte della saggezza.

    La meditazione ci aiuta a prendere atto dei pensieri e delle sensazioni. Il punto è proprio essere consapevoli di tutti i nostri pensieri e tutte le nostre sensazioni. Meditare è un’esperienza globale che coinvolge mente e corpo. Come ben scrive l’autore:

    “Sedersi in meditazione è un nutrimento per lo spirito ma è anche un nutrimento per il corpo”.

    IDEA #7 – Ricorda che l’unico momento importante è quello che stai vivendo adesso

    Thich Nhat Hanh conclude il libro con un racconto di Tolstoj che ben trasmette uno dei messaggi principali del libro. Nel racconto, un imperatore emana un bando per trovare la risposta a 3 domande che secondo lui gli avrebbero dato la chiave per risolvere qualsiasi problema:

    1. Qual è il momento migliore per intraprendere qualcosa?
    2. Quali sono le persone più importanti con cui collaborare?
    3. Qual è la cosa che più conta sopra tutte?

    Dopo aver consultato vari esperti e cercato a lungo la risposta, l’imperatore decide di rendere visita ad un eremita che aveva fama di essere illuminato. L’imperatore pone le 3 domande all’uomo mentre stava lavorando la terra con molta fatica. Non ottiene risposta ma solo un’amichevole pacca sulla spalla. L’imperatore propone al vecchio eremita di riposarsi e inizio a vangare al posto suo

    Dopo un po’, arriva un uomo gravemente ferito: l’imperatore lo cura salvandogli la vita. L’indomani l’uomo ferito, ormai fuori pericolo, svela all’imperatore un terribile segreto: era venuto tra quelle montagne per assassinarlo, perché anni prima l’imperatore aveva ucciso suo fratello durante una guerra. Ma la scorta dell’imperatore lo aveva riconosciuto e attaccato. Per fortuna, era riuscito a fuggire ed il caso aveva voluto che la vita gli fosse salvata proprio dall’imperatore, l’uomo che avrebbe voluto uccidere. Il ferito ringrazia l’imperatore e gli giura fedeltà eterna.

    Quando l’imperatore rivolge nuovamente le 3 domande all’eremita, questi gli disse che aveva già avuto le sue risposte. Gli spiegò che se il giorno prima non avesse avuto pietà della sua vecchiaia e deciso di lavorare la terra al posto suo, allora sarebbe stato probabilmente ucciso sulla via del ritorno. Per questo motivo, il momento più importante era quello in cui scavava i solchi nel terreno, la persona più importante era l’eremita e la cosa più importante da fare era aiutarlo. Il vecchio uomo conclude con queste parole:

    “Ricorda che c’è un unico momento importante: questo. Il presente è il solo momento di cui siamo padroni. La persona più importante è sempre quella con cui siamo, quella che ci sta di fronte, perché chi può dire se in futuro avremo a che fare con altre persone? La cosa che più conta sopra tutte è rendere felice la persona che ti sta accanto, perché solo questo è lo scopo della vita”.

    Conclusioni su Il miracolo della presenza mentale

    Praticare la presenza mentale (mindfulness) ti donerà tantissimi benefici e “Il miracolo della presenza mentale” è un meraviglioso invito a trasformare le nostre azioni in occasioni per essere consapevoli di quello che ci accade, meditare e riconnetterci con il presente. Solo quando siamo pienamente consapevoli di gesti, movimenti, azioni, pensieri e sensazioni, stiamo vivendo davvero. Si tratta di un insegnamento di matrice buddista che deriva direttamente dagli insegnamenti di Buddha:

    Una volta il Buddha disse che la questione della vita e della morte coincide con la questione della presenza mentale. Essere o non essere vivi dipende dal grado di presenza mentale”.

    Recensione di “Il miracolo della presenza mentale”

    “Il miracolo della presenza mentale” è uno di quei piccoli grandi libri che hanno il potere di cambiarti la vita. Lo considero uno dei migliori libri per avvicinarsi all’universo della mindfulness e della meditazione. Si tratta anche del libro che consiglierei a chi vuole scoprire Thich Nhat Hanh, che ormai considero come uno dei miei mentori spirituali.

    Scritto in un linguaggio semplice ed accessibile, questo libro di poco più di 100 pagine si legge in qualche ora ma racchiude insegnamenti che potranno accompagnarci per tutta la vita. Oltretutto, nel libro troviamo tanti bei passaggi oltre a numerosi aneddoti e racconti che rendono la lettura un’esperienza ancora più ricca ed interessante. Un libro da acquistare, leggere, rileggere, mettere in pratica e tenere sempre a portata di mano.

    Ecco i voti della mia recensione a “Il miracolo della presenza mentale” di Thich Nhat Hanh:

    Utilità5 / 5
    Facilità di lettura5 / 5
    Rapporto tempo/benefici4.5 / 5
    Media4.8 / 5

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    Fonti e riferimenti

    1. Il termine sutra indica originariamente una breve frase o aforisma. Oggi indica più estesamente un breve insegnamento religioso (per l’induismo o il buddismo ad esempio) o giuridico.

    2 commenti su “Il miracolo della presenza mentale di Thich Nhat Hanh: riassunto e recensione”

    1. Ti ringrazio del tempo che hai dedicato per scrivere la presente recensione. Ho trovato molto interessante e illuminante il contenuto del libro. Leggo spesso il tuo blog, e gli argomenti presenti sono molto utili. Un caro saluto.

      1. Mi fa sempre piacere leggere commenti e messaggi di persone che trovano il mio lavoro su questo blog utile ed interessante. Per questo, quindi, ti ringrazio a mia volta.
        Un caro saluto a te!

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