Deep Work italiano: concentrati al massimo con il lavoro profondo

“Deep Work. Concentrati al massimo” di Cal Newport è un libro interamente dedicato al tema della concentrazione. Scritto nel 2016 e pubblicato nel 2020 anche in versione italiana, il libro ci spiega quanto le distrazioni e le interruzioni rendano difficile la concentrazione e la produzione di risultati di valore. L’antidoto proposto dall’autore è il cosiddetto “lavoro profondo” che ci permette non solo di acquisire maggiore valore sul mercato del lavoro, man anche trovare più senso in tutto quello che facciamo.

Tempo di lettura: 12 minuti

La scheda del libro “Deep Work” di Cal Newport

La copertina di Deep Work italiano di Cal Newport

Titolo italiano: “Deep work. Concentrati al massimo. Quattro regole per ritrovare il focus sulle attività davvero importanti”
Titolo in inglese: “Deep Work: Rules for Focused Success in a Distracted World”
Autore: Cal Newport
Anno: 2016 (USA), 2020 (Italia)
Numero di pagine: 288
Categoria: Gestione del tempo
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Per chi è “Deep Work” di Cal Newport

“Deep Work” è una lettura molto interessante per chiunque si interessi alla crescita personale e alla gestione del tempo. Si rivelerà una lettura particolarmente utile per:

  • chi ha delle difficoltà per concentrarsi e dedicarsi ad attività complesse (a lavoro e a casa)
  • coloro che vogliono sfruttare al massimo le proprie capacità (creatività, capacità di decisione, problem solving…)
  • chiunque voglia investire su sé stesso lavorando su un’abilità che diventerà sempre più rara e preziosa.

La trama di “Deep Work”: il libro in un paragrafo

Il termine “Deep Work” (lavoro profondo) designa tutte quelle attività professionali che sono svolte con la massima concentrazione e che richiedono un notevole sforzo cognitivo. L’abilità di lavorare in modo profondo sta diventando sempre più rara e preziosa nella nostra economia: per questo motivo, coloro che possiedono e sviluppano tale abilità prospereranno negli anni a venire.

L’autore: Chi è Cal Newport

Cal Newport - Deep Work
Cal Newport, autore del libro “Deep Work. Concentrati al massimo”.

Cal Newport è un professore universitario (docente di informatica) ed autore di libri di crescita personale. I suoi primi 3 libri intendono aiutare gli studenti a raggiungere migliori risultati a scuola e all’università: “How to win at College” (2005), “How to Become a Straight-A Student” (2006) e “How to become a High-School Superstar” (2010). Lo stesso obiettivo è alla base del suo popolare blog Study Hacks.

La fama internazionale arriva in seguito dopo la pubblicazione di “So Good They Can’t Ignore You” (2012) e soprattutto di “Deep Work” (2016), con cui Newport inaugura una nuova stagione della sua carriera in cui si dedicherà ai temi della concentrazione, del lavoro esente da distrazione ed al “Minimalismo digitale” (titolo di un altro suo libro del 2019).

Deep work italiano: le idee principali

In questo video e nell’articolo troverai i principali insegnamenti del libro:

Cosa è il “deep work” (lavoro profondo) o “deep working”

Vediamo come l’autore definisce il concetto di deep work o lavoro profondo:

“Deep Work”: Attività professionali svolte in uno stato di concentrazione esente da distrazione che spingono le tue capacità cognitive al loro limite. Questi sforzi creano nuovo valore, migliorano la tua abilità e sono difficile da replicare.

Viviamo in un’epoca in cui le distrazioni e le interruzioni arrivano da ogni parte. Molti di noi, quindi, non riescono a concentrarsi e dedicarsi al deep work (lavoro profondo) per produrre del lavoro di qualità e dei risultati di alto livello. All’opposto si diffonde a macchia d’olio l’abitudine di lavorare producendo ciò che sempre Newport definisce “Shallow Work”, ossia lavoro superficiale come controllare costantemente le proprie e-mail e partecipare a riunioni inutili.

Perché il deep work è raro, prezioso e significativo

Secondo Cal Newport, il deep working, ossia la capacità di concentrarsi e lavorare in modo profondo sarà la competenza che renderà alcune persone uniche e rare sul mercato del lavoro. Anzi, forse solo chi potrà lavorare profondamente non entrerà in competizione con i robot ed i computer e conserverà il proprio lavoro sul medio-lungo termine.
Lavorare in modo profondo ci permette, inoltre, di rivolgere la nostra attenzione verso qualcosa di significativo ed importante. Decenni di ricerca hanno evidenziato che la nostra visione del mondo si basa su quello a cui prestiamo attenzione. Chi si abitua al deep work, avrà molta meno attenzione ed energia da dedicare alle questioni superficiali e spesso stressanti che popolano la nostra casella di posta, molti siti web ed i social. All’opposto avrà più tempo ed attenzione per le questioni più profonde e ricche di senso, quelle che gli procurano dunque piacere e soddisfazione.

Dopo aver dimostrato che il lavoro profondo è prezioso, raro e significativo, Cal Newport ci fornisce 4 regole per ritrovare il focus sulle attività davvero importanti. Vediamole sinteticamente.

Regola 1: Lavora in modo profondo

Newport ci presenta varie strategie per lavorare in modo profondo.  La strategia che si addice al maggior numero di persone consiste nel dividere la giornata in blocchi di tempo per essere sicuro di avere dei momenti di lavoro profondo e concentrarsi. Newport la definisce la filosofia ritmica: è l’approccio che, ad esempio, utilizzo tutti i giorni. La mattina mi dedico al lavoro profondo perché sono molto più risposato, creativo e produttivo. Il pomeriggio è invece dedicato alla gestione del mio team, alla comunicazione (e-mail, telefonate, riunioni) ed in generale a compiti più organizzativi. 

Un approccio alternativo è quello della filosofia bimodale, che consiste nel suddividere la settimana in giornate dedicate al lavoro profondo e giornate per tutto il resto.  Chi adotta questa strategia crede che dividere la giornata in due non sia abbastanza. Per queste persone, il tempo minimo da consacrare al lavoro profondo è un giorno intero.

Regola 2: Accetta la noia

“L’abilità di concentrarsi intensamente è una competenza che deve essere allenata”.

— Cal Newport

Uno degli “allenamenti” riguarda la capacità di vincere la dipendenza che abbiamo sviluppato rispetto alla distrazione. Uno dei primi riflessi quando non abbiamo nulla da fare è prendere il nostro smartphone per consultare siti internet, utilizzare applicazioni e in modo generale distrarci. 

Ma Newport ci spiega che se evitiamo la noia a tutti i costi (cercando appunto distrazioni di continuo), allora sarà complicato raggiungere i livelli più profondi di concentrazione. Un po’ di noia durante la giornata è, dunque, necessaria per dedicarsi al deep work.

Dovremmo, dunque, abbracciare un po’ di  noia e soprattutto allenarci a resistere alle distrazioni. Un popolare suggerimento per curare la dipendenza da distrazioni è la giornata sabbatica senza internet. In realtà, un solo giorno alla settimana senza le distrazioni del web non è sufficiente. L’alternativa proposta dall’autore è di pianificare in modo preciso i momenti che dedicherai ad internet (ad es. la sera dalle 9 alle 10). Al di là di questo orario, non dovresti assolutamente usare internet. 

Regole 3: Abbandona i social media

Regola n. 3: Abbandona i social media
L’autore di “Deep Work” milita per una riduzione drastica dell’utilizzo dei social media. Per Newport la spiegazione è molto semplice: i social sono i nemici della nostra concentrazione. 

Molti utilizzatori di internet motivano l’uso dei social evidenziandone i benefici, senza mai dare la dovuta attenzione agli svantaggi.  L’approccio alternativo proposto dall’autore propone come prima cosa di identificare i fattori chiave che determinano il successo nella nostra vita professionale e personale. E scegliere uno strumento solo se i suoi impatti positivi su questi fattori chiave superano quelli negativi.

Un consiglio molto interessante è che ho applicato personalmente è quello di abbandonare i social media per 30 giorni. Dopo questa pausa, bisognerà porsi due domande:

  1. I miei ultimi 30 giorni sarebbero stati molto migliori se avessi usato questo servizio?
  2. Alle altre persone importava che non stessi usando il servizio?

Se la risposta ad entrambe le domande è sì, allora continua ad usare il servizio. Qualora fosse no ad entrambe, allora abbandonalo per sempre. Se le risposte sono ambigue o discordanti, devi prendere una decisione ma il consiglio (in un’ottica di ricerca del lavoro profondo) è di abbandonare tale servizio.

Regola 4: Elimina la superficialità

È importante precisare che non possiamo dedicarci unicamente al deep wok perché:

  • per molti lavori i compiti più superficiali sono comunque necessari: è vero che non dobbiamo controllare le mail ogni 10 minuti, ma alla fine dovremo comunque occuparcene
  • il lavoro profondo è molto stancante a livello cognitivo: non è possibile quindi superare le 4 ore al giorno di deep work (e per chi non è abituato il limite è circa un’ora).

Ecco qualche consiglio interessante per praticare il deep working:

Finisci la tua giornata di lavoro alle 5 e 30

Quando sappiamo che alle 5 e 30 la nostra giornata finirà, non possiamo sprecare troppo tempo e ci obbliga a lavorare in modo concentrato ed evitare le distrazioni. Questa idea si collega alla cosiddetta legge di Parkinson secondo la quale “Il lavoro si espande fino ad occupare tutto il tempo disponibile; più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo”. Ciò vuol dire che se noi sappiamo che dobbiamo finire alle 18 saremo molto più concentrati ed eviteremo le distrazioni/ Mentre se sappiamoc he possiamo finire più tadi, allora la nostra giornata. dilavoro e la nostra mole di lavoro si dilateranno.

Impara a dire no

Secondo l’autore dovresti imparare a dire no a tutti quei progetti e compiti che implicano troppo lavoro superficiale: secondo Newport la parola sì è tra le parole più pericolose e dobbiamo usarla con moderazione. Ritroviamo la stessa idea anche nei libri di Jim Rohn (ad es. in “7 strategie per la ricchezza e la felicità”) che ci spiega appunto che uno dei migliori modi per gestire meglio il nostro tempo è imparare a dire “no”. Spesso diciamo si per educazione ma poi finiamo per sprecare tanto tempo per tentare di liberarci da impegni che non avremmo mai dovuto accettare.

Diventa difficile da raggiungere

Fai in modo di filtrare le mail, informando chi potrebbe contattarti che rispondi solo a richieste compatibili con i tuoi interessi ed il tuo programma. In questo modo, non solo riceverai meno e-mail ma limiterai le aspettative riguardo una risposta.

Non rispondere

L’autore racconta di aver notato che i professori del MIT hanno un approccio comune alle gestione delle e-mail: quando le ricevono, la loro reazione di default è di non rispondere. In particolare, queste persone non rispondono se il messaggio

  • è ambiguo o rende difficile rispondere in modo ragionevole
  • non è una domanda o risposta che ti interessa
  • niente di buono accade se rispondi e niente di male se non lo fai.

All’inizio, applicare questi consigli sarà un po’ difficile perché rompono la convenzione comunemente accettata che ogni e-mail merita una risposta. E bisogna accettare l’idea che alcune persone potranno essere confuse e deluse se non rispondi. Una volta superate queste resistenze iniziali, potrai ottenere tanti vantaggi. Primo tra tutti limitare il tempo e l’attenzione che dedichi alla tua casella di posta elettronica e di conseguenza al lavoro superficiale.

Ancora una volta, stupisce il carattere attuale di queste riflessioni. E non è un caso che questo invito a ritagliarsi dei momenti di solitudine e riflessione è molto presente nei libri di crescita personale. Basti pensare a “The Miracle Morning” di Hal Elrod e “Il Club delle 5” di Robin Sharma: in entrambi i libri troviamo un’esortazione a dedicare le prime ore del mattino ad una riflessione introspettiva, lontana dall’agitazione del quotidiano.

Conclusione su “Deep Work”

L’abilità di concentrarsi è un’abilità che ci permette di fare cose di valore. La decisione di dedicarsi al deep work è pragmatica prima di tutto. La concentrazione è ciò che ha permesso ad esempio a Bill Gates di costruire le basi di ciò che sarebbe diventata la Microsoft in meno di un semestre.

“La vita profonda non è per tutti ovviamente. Richiede duro lavoro e drastici cambiamenti alle tue abitudini”. Il deep work ti chiede di ridurre al minimo l’utilizzo delle e-mail e dei social media. Molti non si sentono, però,  pronti a rinunciare a questi strumenti perché essi ci assicurano un sentimento (del tutto artificiale ed illusorio) di sentirci/apparire occupati.

Coloro che sono disposti a lottare per utilizzare la propria mente al massimo del suo potenziale scopriranno che la profondità ed il deep working creano una vita ricca di senso e produttività.

Approfondisci “Deep Work” di Cal Newport

Ecco come approfondire “Deep Work”:

Recensione di “Deep Work”


Ecco i voti della mia recensione a “Deep Work” di Cal Newport:

Utilità5 / 5
Facilità di lettura4.5 / 5
Rapporto tempo/benefici5 / 5
Media4.8 / 5

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