Oggi volevo parlarti di cigni neri (o presunti tali), di antifragilità e di modi per prepararti agli imprevisti della vita e del futuro. In questi tempo di crisi ed incertezze, mi sembrano idee molto importanti per il nostro futuro, sia a livello collettivo che individuale.

Cigni neri (o presunti tali) 

Hai mai sentito l’espressione “cigni neri”? Secondo il filosofo ed analista libanese Nassim Nicholas Taleb, un cigno nero è un “evento raro ed inaspettato che nessun esperto o presunto tale è capace di prevedere in anticipo”.
Tra i “cigni neri” degli ultimi anni possiamo trovare l’11 settembre, la crisi del 2008 e proprio la pandemia di coronavirus che stiamo vivendo in queste settimane.
Come dicevo, nessuno è capace di predire un cigno nero in anticipo, anche se molti (troppi?) sembrano bravi a predirlo col senno di poi. Solo quando un evento sconvolge radicalmente le nostre vite, allora ci rendiamo conto che tanti erano i segnali che ci dovevano permettere di anticipare l’accaduto.
In realtà, nel suo capolavoro “Il cigno nero”, Taleb già nel 2007 scriveva:

“Poiché viaggiamo sempre di più su questo pianeta, le epidemie saranno sempre più gravi. Avremo una popolazione di germi ed i potenziali killer tra loro si diffonderanno molto più efficacemente. Vedo i rischi di un grave virus diffondersi attraverso il pianeta”.
Nassim Nicholas Taleb (“Il cigno nero. Come l’improbabile governa la nostra vita”)

Questa pandemia sarebbe quindi un cigno bianco piuttosto che un cigno nero. Ma a questo punto, penso che poco importi se potevamo predirlo o meno, perché è chiaro a tutti che non ci siamo riusciti. Andiamo quindi oltre…

L’antifragilità: di cosa si tratta?

Il corollario della teoria dei cigni neri è quello dell’antifragilità, che ritroviamo sempre nell’opera di Taleb (nel suo libro “Antifragile” del 2012). 

Né io, né te, né i governi occidentali, né i più grandi esperti di epidemie del mondo hanno saputo anticipare l’accaduto (nemmeno quando dalla Cina ci sono arrivavano notizie molto preoccupanti). Ma c’è una cosa che tutti possiamo fare adesso: lavorare sulla nostra antifragilità.
L’antifragilità non è solo il contrario della fragilità, ma qualcosa di più. Essere robusto significa saper resistere al caos. Ma essere antifragile significa non solo resistere al caos, ma anche saperne trarre beneficio.

Fragile o antifragile?

Il coronavirus ci ha fatto capire che la nostra società ed il nostro sistema sanitario sono fragili, in quanto non capaci di reagire efficacemente di fronte a questo cigno nero (o bianco) chiamato Covid-19
Mi piace pensare che in tutto quello che accade, c’è sempre qualcosa di positivo. Il dato positivo a livello macro è che quello che sta accadendo ci costringerà per forza a trarne degli insegnamenti e a prepararci per eventi simili.
Se non possiamo prevedere le prossime epidemie (o crisi simili), c’è una cosa che possiamo fare: prepararci meglio ad affrontarle rendendo i nostri sistemi (di governo, sanitari, economici) più forti e preparati. 

L’antifragilità a livello mondiale: esempi

È quello che è accaduto con l’11 settembre e con la tragedia del pilota suicida di German Wings: tantissime persone sono morte purtroppo, ma l’aviazione mondiale ha saputo reagire mettendo in pratica delle misure che hanno reso volare sempre più sicuro. E in “Antifragile”, Taleb cita proprio l’aviazione come sistema capace di assorbire i cigni neri e sfruttarli per sviluppare sempre di più una sua antifragilità. Sulla stessa linea, il naufragio del Titanic avrebbe salvato molte più vite di quelle che perirono quella terribile notte del 1912.

Stesso discorso per la Corea del Sud che aveva gestito malissimo l’epidemia di MERS del 2013 ma che ha fatto tesoro dei suoi errori ed oggi si sta dimostrando antifragile rispetto alla pandemia del COVID-19.

Questi esempi positivo ci devono dare tanta speranza e fiducia per il futuro: quello che ci sta accadendo ci permetterà di diventare più forti e magari anche antifragili. Questa pandemia ci dimostra che per il nostro bene comune dobbiamo imparare ad assorbire meglio questi shock mondiali.

“Non avere la situazione migliore, ma vedere il meglio nella tua situazione è la chiave della felicità.”
Marie Forleo

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L’antifragilità a livello personale: come prepararsi per il futuro

Antifragilità e cigni neri

A questo punto potresti obiettare che non possiamo essere per nulla sicuri che i nostri sistemi politici e sanitari sapranno trarre tesoro dall’accaduto e proteggerci meglio in futuro. Sono d’accordo: siamo nel territorio delle cose che non possiamo controllare (possiamo solo augurarcelo in verità).
E come leggiamo in molti libri di crescita personale (ad esempio ne “Il Potere di adesso“) è sempre meglio concentrarsi su quello su cui possiamo agire.
Allora vediamo insieme qualche idea per lavorare sulla propria anti-fragilità ed essere più pronti quando il prossimo cigno nero si presenterà (o almeno uno di natura simile):

  • Formati un fondo di emergenza: ecco la priorità assoluta in materia di finanza personale. So che ci sono persone in grosse difficoltà economiche a causa di questa crisi (basti pensare a chi lavorava in nero o a chi ha dovuto fermare la propria attività). Penso sia una cosa terribile da vivere. Per questo insisto molto su un aspetto: ciascuno di noi dovrebbe avere da parte un fondo di emergenza che contenga almeno l’equivalente delle spese necessarie per resistere 6 mesi senza introiti. So che non è facile e che per molti sembra un obiettivo irraggiungibile perché già hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Per riuscirci anche partendo da una situazione difficile, consiglio di andare per gradi: inizia con l’obiettivo di avere un fondo che copra un mese, poi 3 mesi e poi 6 mesi. Vedrai che ti darà una tranquillità ed una serenità enorme e ti farà vivere meglio le peggiori situazioni.
  • Investi in te stesso: se l’obbligo di restare a casa ti sta dando più tempo libero, allora ti invito davvero a dedicarne una parte alla tua formazione ed al tuo apprendimento. Leggi, studia, impara, insomma investi su quello che sai e sai fare. Oltre alla crisi sanitaria, stiamo vivendo e vivremo una grande crisi economica. Se avevi investito un po’ in borsa, la crisi ha avuto un impatto sui tuoi risparmi. Se non stai lavorando, stai perdendo soldi. La verità è che possiamo perdere il lavoro, i soldi e persino la salute. Ma c’è una cosa che nessuna crisi potrà toglierti: le tue conoscenze e competenze. E queste conoscenze e competenze ti permettono di rialzarti in piedi, trovare un altro lavoro, creare progetti ed opportunità. Ecco perché credo davvero che il miglior investimento che tu possa fare sia investire in te stesso.
  • Diversifica: uno dei modi migliori per diventare più anti-fragile è diversificare. Avrai notato che alcune aziende asiatiche vendono di tutto. Potrebbe sembrare strano a prima vista ma in realtà l’idea alla base è ottima: essere presenti in diversi settori permette di non crollare se uno dei settore vive una crisi. Possiamo applicare la stessa ricetta a noi stessi, evitando che marito e moglie lavorino per la stessa azienda, creandoci una seconda attività o un’altra forma di entrate e via dicendo. insomma l’idea è di non contare mai su una sola fonte di reddito. Ancora una volta: non possiamo prevedere quello ci accadrà in futuro, ma possiamo renderci più antifragili rispetto ai cigni neri che ci aspettano.

Riflettere alla propria fragilità ed antifragilità

Antifragilità - come prepararsi

Tutto quello che ho scritto finora deriva da mia riflessioni personali ma penso che chiunque debba porsi queste domande per affrontare il futuro con maggiore serenità. Per darti un esempio personale, l’azienda che ho co-fondato se la sta cavando bene in questo periodo per fortuna. Tutto ciò che facciamo è online e sono 10 anni che il nostro team lavora a distanza. Di fronte a questa crisi stiamo dimostrando addirittura di essere antifragili perché il settore della formazione online sta prosperando in questo disordine generale.

Ma questo non significa che siamo antifragili in assoluto: se in futuro ci fosse una crisi che ci priva di internet per mesi, allora ci ritroveremmo da un giorno all’altro senza introiti e senza possibilità di lavorare. E questo è un aspetto su cui sto riflettendo.

Ecco però dove entrano in gioco gli spunti che ti ho condiviso: anche se dovesse accadere una cosa del genere, allora il mio fondo di emergenza mi permetterebbe di provvedere a me ed alla mia famiglia per un bel po’ di tempo (molto probabilmente quello necessario per superare la crisi). E tutto quello che so fare e conosco mi aiuterebbe a reinventarmi e reagire più velocemente. E lo dico con la grande umiltà di chi “socraticamente” sa di non sapere: per questo leggo e continuo ad imparare tutti i giorni.

In conclusione, quello che stiamo vivendo è molto difficile e lascerà dei segni indelebili. Ma spetta a noi trarne qualcosa di positivo: prepariamoci ai prossimi cigni neri e riflettiamo a come nel nostro piccolo possiamo diventare più forti, robusti e magari proprio antifragili.



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